Nello stesso giorno in cui pubblica una pagina sul viaggio agli inferi di Carlo Rossella (è entrato in un negozio di Abercrombie & Fitch), la Stampa fa una cosa che a memoria di blogger nessun giornale italiano aveva mai fatto.
Alla Stampa, oggi, si sono fatti venire un’idea formale.
Provo a spiegarmi con un esempio di quelli che si vedono più frequentamente all’estero. Qualche tempo fa l’inserto G2 del Guardian ha pubblicato un pezzo sulla scomparsa dei porcospini dai boschi britannici: e ha messo in copertina un porcospino, certo. Ma solo un pezzetto di porcospino, come se stesse uscendo dalla pagina bianca, come se se ne stesse andando. Cioè, hanno preso il contenuto del pezzo e si sono fatti venire un’idea su come comporre l’articolo di conseguenza, uscendo dalle pigre regole consuete (foto del porcospino, punto). Pare una fesseria, ma qui non lo fa mai nessuno.
Fino a oggi. Oggi sulla Stampa, nelle pagine dei commenti, c’è un articolo di Marco Belpoliti sulla (sopravvalutata) questione del copyright sul colore magenta, che la Deutsche Telekom si dice vorrebbe tutto per sé. E che hanno fatto, alla Stampa? Hanno semplicemente usato caratteri magenta per l’articolo di Belpoliti. Banale, no? La cosa più ovvia, a farsi venire un’idea. Basta pensarci