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Erlend Øye è un norvegese di 33 anni di cui pochi ricordano il nome, forse anche per un’inconscia rimozione legata a come diavolo si pronunci il suo cognome. Ma il duo di cui faceva parte – i Kings of Convenience – ebbe un discreto successo e un notevole culto qualche anno fa, e la loro “Misread” e le sue quattro note insistenti divennero familiarissime da noi per via dello spot delle Pagine Gialle. Facevano un pop acustico di canzonette dolci e allegre – Simon & Garfunkel nel millennio successivo – ma fatti due dischi, negli ultimi cinque anni si sono limitati a fare qualche concerto insieme.
Øye nel frattempo ha scatenato il mr. Hyde che era in lui in progetti di musica dance ed elettronica, riscuotendo altrettanto gradimento. Ma si è anche messo insieme a tre musicisti tedeschi in una band che hanno chiamato “Il più bianco ragazzo vivente”: The whitest boy alive. È appena uscito il loro secondo disco, che mette insieme Jekyll e Hyde. Si chiama “Rules” e ricorda a momenti i Kings of Convenience, ma l’elettronica c’è. Chitarre e tastiere, e Øye che gigioneggia col solito tono di uno che si è appena svegliato e sta andando a prendere l’autobus. Ma quasi quasi resta a letto.