Riflessione a caldo, superficiale, generica e semplificata, ma ovvia. Nell’ultimo anno il PD non è esistito: niente di cui vergognarsi ma non un partito di opposizione e alternativa riconoscibile e presente sulla scena politica. Niente che suggerisse che gli italiani l’avrebbero votato più del solito. L’unica ragione di ottimismo su queste elezioni erano quindi stati scandali e polemiche contro Berlusconi. Bene: ieri Berlusconi ha rivinto. È stata la più spettacolare e lampante sconfitta dell’antiberlusconismo come linea politica. E non è una novità: questa linea indefessamente perde dal 1994. Se i suoi sostenitori vogliono ancora pensare che sia giusta, facciano. Basta che abbiano chiaro che perde, perde e straperde.
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Viene una rabbia, perchè farci sempre del male, candidare sconosciuti (nel veneto), candidare indagati, candidare le solite faccie spente. Il PD è bene che si dia una mossa. Grazie della possibilità di commentare.
Luca,
perfetto. L’antiberlusconismo è un’illusoria scorciatoia che non funziona. Ripartiamo dai programmi, ma quali? Non vedo personalmente una piattaforma programmatica in grado di coalizzare le forze di opposizione e tanto meno di raccogliere la maggioranza del voto popolare.
Completamente d’accordo con Luca.
Il PD mi ricorda la Fiat quando inanellava un fallimento dopo l’altro. Poi arrivò Marchionne che disse che per riprendersi la casa torinese avrebbe dovuto iniziare a fare auto belle. Ma va?
Quindi aspettiamo che ai vertici PD un giorno qualcuno si svegli con la consapevolezza che per riguadagnare terreno si debba fare politica di sinistra sui problemi dei cittadini.
Un’analisi così grossolana e scentrata è sorprendente da parte di una persona che ha nella ricerca della precisione e della profondità la caratteristica principale, almeno per quello ch eleggo da anni su Wittgenstein.
In (quasi) brevissimo:
1) Dal ’94 il comun denominatore è che uno ha quasi tutta l’informazione in mano e l’altro (ovviamente) no. Quindi è una partita truccata da questo dato di fatto e trovare delle ragioni altre alle sconfitte significa ammettere le proprie idiosincrasie, non quelle reali in circolazione.
2) Forse ti sfugge che nel mare magno (ormai non tanto magno) del voto PD o ex voto PD è proprio la linea troppo morbida contro Berlusconi che è vista come una grave colpa e ragione di disaffezione. Non c’è votante di centrosinistra che non lamenti questa modalità di fare opposizione.
3) Questo è un Paese che ragiona (se la parola non è già eccessiva) al contrario. Infatti non c’è osservatore straniero che non resti basito. Forse per vincere il PD dovrebbe iniziare a mettere camorristi, mafiosi e puttane e magari farebbe riuscita. In un certo amarissimo senso, farsi dare torto da che non ha ragione (l’elettorato) ha una sua nobile logica.
4) I programmi, nel corpaccione del Paese, delle donnine che fanno la fila con me dal fruttivendolo, degli aperitivisti del settimo giorno, degli anziani che ancora girano rincretiniti per la strada perchè pensano di essere nel 1930 quando circolava un’auto ogni mezza giornata, delle tatuate sopra il culo o su una tetta e quel tatuaggio è alfa e omega della loro Weltanschaung, e termino qui la descrizione della commedia umana cui l’Italia ci ha abituati, secondo te, i programmi contano? Li conoscerebbero? E fuori che Via i negri dall’Italia, li capirebbero?
Ti faccio un esempio meno generico.
Tu lo sai che ci sono legioni di dipendeti pubblici che votano il cdx convinti che il csx li trattasse male, mentre con Brunetta non hanno rinnovo di contratto, ci sono fasce orarie di malattia da arresti domiciliari (ripristinati), sono stoppate le progressioni stipendiali (si chiamano progressioni orizzontali), non esiste più il diritto al part time, è in difficoltà persino chi fruisce della legge 104 per assistere i parenti disabili? E sebbene tutti questi limiti, a volte puro esercizio di sadismo, vengano dal centrodestra, lo stesso lo votano perchè credono di essere stati maltrattati dal centrosinistra (sul perchè, vedi anche il punto 1).
No, Luca, che si sia perso non ci sono dubbi, sul perchè non ci azzecchi. Anche il voto (sciocco, inutile, puerilmente narcisista) a Grillo spiega sia perchè certe Regioni si sono perse (il Piemonte) sia che non è la mancanza di durezza antiberlusconiana la causa di tutto ciò.
Porto una riflessione locale: nel mio comune brianzolo il PD nell’ultimo anno è esistito.
La piccola sezione del paese è stata attiva con i manifesti, con i volantinaggi, con le raccolte di firme su temi importanti come l’acqua pubblica, con serate e dibattiti con ospiti anche di rilievo e ultimamente con la promozione di un candidato.
Nel nostro comune il PD è nuovamente il primo partito dopo essere andato sotto alle Europee e provinciali.
Siamo primo partito perché rispetto alla volta scorsa abbiamo avuto “solo” 200 astenuti. Anche la lega da noi ha avuto 200 astenuti perdendo percentualmente molto di più, il PDL praticamente inesistente sul territorio ne ha persi quasi 500.
Il risultato finale è che la coalizione di Formigoni nel nostro comune è riuscita a vincere per meno di 50 voti.
Penso che le sezioni locali siano il punto da dove ripartire: politica dal basso, nei comuni e legata al territorio.
E oggi lo dico proprio guardando i numeri.
Piti mi ha anticipato di qualche minuto e non ripeterò i termini della sua centratissima analisi. Voglio soltanto chiosare con una domanda: davvero Luca ti sembra che il pd faccia politica con l’antiberlusconismo? Ma, scusa, chi ha consentito che in Italia si creasse il più mostruoso monopolio dell’informazione della storia? Chi ha legittimato ed è venuto a patti con berlusconi fino dalle sue prime apparizioni sulla scena politica (vedi la brillante idea della bicamerale)?
Piti ha ragione, secondo me le ragioni della disaffezione dell’elettorato per il pd sono esattamente opposte a quelle che hai citato.
D’accordissimo che l’antiberlusconismo perde. Però allora cosa si fa? Non mi sembra neanche sano far finta che Berlusconi non esista, come ha in parte fatto anche il pd.
Se è vero che ha perso l’antiberlusconismo, è vero anche che ha perso il facciamofintacheberlusconinonesistismo: il pd ha mantenuto un basso profilo, ad esempio non partecipando ufficialmente al no-b day.
Bene, che facciamo? Facciamo ad esempio una seria autocritica e mica dire che la leadership è salda come fa Bersani? Facciamo che ci diamo una bella purificata da gente che ora ha un peso nel pd ma che è diventata una zavorra? Da gente che non ci permette di dire che i corrotti stanno solo a destra?
L’emergenza democratica e l’emergenza sociale non vanno contrapposte.
Per mesi ci siamo riempiti la bocca di “l’alternativa”, ma quale sia l’alternativa del PD non si è capito veramente. E’ colpa del predominio mediatico di Berlusconi? Non m’importa la risposta. Tanto il predominio mediatico c’è comunque e su questo è inutile piangere sul latte versato.
Chi è stato a casa e pensa che “sono tutti uguali”, l’alternativa la chiede sul serio. Ma non la vede. Non la vede in TV, ma non la vede neanche nella propria città o nel proprio paese, e la differenza rispetto a una volta secondo me è anche questa.
Bersani può fare molto: soprattutto dare spazio per lavorare nel partito a chi ha voglia e, possibilmente, idee.
Ma il più dobbiamo farlo noi.
Anch’io vado dietro alle considerazioni di piti e adin.
Già definire antiberlusconismo gli scandali in cui Berlusconi poteva semplicemente evitare di invischiarsi è un po’ forzato, inoltre se c’è qualcuno nell’opposizione che ha attaccato Berlusconi su questi scandali il PD è l’ultimo della lista.
Il PD è proprio quello che ha perso di più. l’IdV ha mantenuto le posizioni delle Europee, con il calo fisiologico dovuto alla mancanza di nomi come De Magistris, che ha pure ha vinto la propria scommessa personale in Calabria, con un candidato in cui credeva più lui che l’apparato di Di Pietro. Le liste di Grillo prendono due consiglieri sia in Piemonte che in Emilia Romagna, dove fanno meglio dell’UDC.
Infine ha vinto più la Lega di Berlusconi, che si è visto surclassare in Veneto e avvicinare molto in Piemonte e Lombardia, e che può vantare come “suo” candidato forse il solo Formigoni (Polverini è di provenienza AN).
No. caro luca grasselli. Io credo che il più debbano farlo loro. Chi vota Berlusconi and Co.
Se non li ha schifati tutto quello che B ha proposto all’Italia, sia come strategie ultime sia linguaggio di ogni giorno, cosa possiamo farci, noi? Qualunque proposto politica per l’Italia è migliore e più degna di ciò che portato B. Ma votano lui. Se posso portare tutto al grado zero della semplificazione, la colpa è la loro e basta, non nostra, di come l’opposizione si oppone, poco troppo, per niente, abbastanza. Non perchè l’opposizione sia senza difetti, figuriamoci. Ma di fronte all’altra parte, chiunque dovrebbe far bella figura, al confronto.
LO stupore del mondo significherà qualcosa? E non mi pare che il mondo stupisca per come è o non è il PD. Stupisce per come è B.
Del resto, avete mai trovato nella vita un modo per far capire a un ottuso che è un ottuso?
Sbagliava il FT. Non è Berluscon unfit a governare l’Italia. Sono gli Italiani a essere unfit a godere della democrazia.
The best argument against democracy is a five-minute conversation with the democrat voter.
Vero che il PD non è stato molto antiberlusconiano in senso stretto, non come a tanti piacerebbe, ma non è certo la ragione della sconfitta, visto che quella nicchia elettorale è già ampiamente occupata da Di Pietro.
Il punto è piuttosto che gli argomenti sono
comunque stati populisti, a partire dal ritornello “L’Italia va in rovina e lui pensa ai suoi processi”, mentre vere controproposte non si sentivano. Poi per “sfortuna” la rovina non c’è stata, tanti danni ma siamo ancora belli grassocci, e la frittata è stata fatta.
Ma soprattutto: i vertici del partito sono sempre loro, i protagonisti prima di trent’anni do comunismo e poi di quindici di antiberlusconismo. Il PD sta estenuando i suoi stessi storici elettori, progressivamente disillusi da tante parole e pochi fatti; in ambito locale poi non si sopporta più l’ipocrisia del sentire fare la morale a Berlusconi per poi vedere intrallazzoni del suo stampo in ogni carica.
Il caso Emilia-Romagna è emblematico: nel 1995 gli elettori furono >88% e la coalizione equivalente all’attuale PD raccolse il 57% di consensi, con Bersani come presidente (http://tinyurl.com/ylygabb) e Rifondazione all’opposizione con un altro 9%.
Quest’anno, nonostante per le varie riforme le Regioni siano diventate un ente molto più importante, gli elettori sono stati il 68% e l’intero centro-sinistra ha con arroganza riconfermato Errani con il 52%.
I conti sono semplici: non è la destra che cresce, è la sinistra che si svuota. E qui c’entra poco comunicazione televisiva, siamo ancora una Regione che ruota attorno a piazze e bar.
Vorrei aggiungere una cosa ad adin, di cui condivido parte della puntualizzazione.
Il PD continua a non capire il messaggio del suo elettorato che sembra deciso a mandare a casa il vertice. Secondo voi agli elettori di sinistra piace il gruppo bersani-fassino-veltroni-dalema-bindi-marini?
Appena torna on line il sito http://www.sondaggielettorali.it andate a vedere il sondaggio sul gradimento di Fini (e ho detto Fini!) come leader della sinistra.
In sostanza il problema è: in chi riconoscersi? In Boccia? Anche l’analisi di oggi di Sofri, che leggo e stimo, mi lascia alquanto interdetto.
Proviamo a lasciare a casa un po’ di veterani e stiamo a vedere se poi il problema era l’antiB, l’alleanza, etc. etc.
Poi dicono che DiPietro e Grillo portano via voti….
Pingback: parole complicate » Blog Archive » Finalmente un commento lucido
è il mio primo commento su questo blog e putroppo stavolta anche io non sono d’accordo col “padrone di casa”.
é mia opinione che ci Siano vari fattori che si sono sovrapposti, nelle ultime elezioni, e che non hanno portato alla vittoria della sinistra.
1)Se l’antiberlusconismo fosse un problema Di Pietro non sarebbe cresciuto ad ogni elezione. Casomai la sua crescita sta a dimostrare proprio il contrario: cioè che il PD spinge troppo poco su questo tasto che, a ben guardare, è quello della legalità.
2)ho 28 anni, sono laureato, ho la fortuna di avere un buon lavoro, molti miei coetanei sono disoccupati e non vedono ancora uno sbocco. Nessuno ci parla. Nessuno dice NIENTE di interessante alla nostra generazione, nessuno propone (a parte forse, in qualche misura, le liste a 5 stelle) delle idee che provino (almeno provino!) a pensare al mondo di domani. Vediamo solo gente vecchia che parla ad altri un pò meno vecchi di problemi vecchi. Sentiamo gente che parla di cose per noi banali o di diritti che diamo per assodati con parole di un altro secolo (internet, fecondazione assistita).
3)è impossibile trovare un partito su cui essere d’accordo su tutto. ma è impossibile votare un partito in disaccordo con se stesso su tutto. Bisogna smetterla di provare a raccogliere tutti. Il PD deve essere anti-berlusconista o non esserlo. Deve condannare la pedofilia del clero o non farlo. Può essere per la legalità (COMPORTANDOSI di conseguenza) o non esserlo.Indifferente o contrario al conflitto di interessi. Ma non a giorni alterni: non si possono ascoltare due persone dello stesso partito che dicono una cosa e il suo contrario su OGNI argomento. che garanzie ho che il mio voto vada a buon frutto?
4)Berlusconi e l’uso scientifico, militare e illegale (ricordiamo ancora che rete 4 dovrebbe essere chiusa!) dell’informazione.
A me paiono queste le ragioni principali della sconfitta.In ogni caso sono le stesse da ormai troppe elezioni e a me hanno insegnato che “squadra che vince non si cambia”. La squadra che perde dovrebbe mostrare di non voler commettere gli stessi errori.
Due punti: 1) non so quanto centri, ma qui in Piemonte io sarei dovuto andare a votare per un PD che si è alleato, fra gli altri, con l’UDC. Con l’UDC! Si può avere un simile disprezzo per i propri elettori? 2) prima di guardare sempre e solo agli altri, forse bisognerebbe anche soffermarsi su quello che succede in casa nostra. E’ un piccolo esempio, ma uno che conosco: dubito che un assessore regionale alla cultura del centro-destra avrebbe potuto fare porcata peggiore di quella con cui Oliva ha gestito la nomina dei nuovi direttori del Castello di Rivoli. Come ha scritto qualcuno (Francesco Costa?) pensando sempre e solo che l’unico obiettivo era battere Berlusconi, costi quel che costi, abbiamo chiuso gli occhi e mantenuto in vita la peggiore classe dirigente che sia possibile immaginare. Farsi sconfiggere con chirurgica sistematicità dalla peggior destra di governo che esista in Europa non ammette scuse. Se ne vadano a casa.
sono d’accordo con luca, questa linea perderà fino alla morte.
ho votato nel lazio unicamente perchè la candidata era emma bonino, una persona che, sebbene non abbia particolari competenze amministrative stimo molto.
ma ripeto ho votato bonino e non PD, per voi non farà molta differenza ma per me si. ho votato “PER” e non “CONTRO” come da 16 anni questo partito ci chiede di fare.
ha ragione luca, continueremo a perdere…andremo a picco
Luca, ti sbagli in pieno. La causa della sconfitta è l’impalpabilità della politica di Bersani & C, tant’è vero che l’unico volto deciso e riconoscibile, Vendola, ha sovvertito i pronostici per l’ennesima volta.
Anni fa votavo i Radicali e dopo la vergogna del governi D’Alema e Prodi 2 ho votato cdx.
Penso centri poco il controllo, parziale, dei media. Fino a quando il csx non cambierà strutturalmente idee in politica economica, atteggiamento verso il settore privato (e di conseguenza verso il “pubblico”), candidati, immigrazione clandestina, qui nel Nord produttivo sarà sempre più in esigua minoranza.
Personalmente, quando entro nell’urna mi vengono sempre in mente questi eventi (e turandomi il naso, voto cdx!):
- il poster “Anche i ricchi devono piangere” (magari il cdx alza la tassazione ma non ne fa una bandiera elettorale). Labour in Inghilterra è tornato al potere solo dopo aver abbandonato i Trozkisti e aver “inventato” il New Labour.
- alleati inaccettabili (prima tre partiti orgogliosi di chiamarsi “comunisti”) e oggi il questurino Di Pietro
- completa/totale sottomissione al potere giudiziario (che continua a essere percepito come intenzionato a sovvertire la volontà popolare)
- politica estera inguardabile (D’Alema a Beirut a braccetto con il rappresentante di Hamas era incredibile). Preferisco di gran lunga che l’Italia sia il cagnolino di USA (e Russia) che di Francia e Germania.
Sarà sempre molto meglio tenersi il PDL e la Lega che avere al governo Bersani e Di Pietro. Magari se in Lombardia invece del Filippo “bollito” Penati avessero candidato Civati….
In entrambi gli schieramenti vi è una nomenclatura salda e inamovibile. Questo è il sistema in Italia e probabilmente in fondo le altre nazioni non si discostano molto. Appurare che l’antiberlusconismo non paga non equivale a dire che i cittadini sono degli idioti perchè non hanno capito che viviamo in un “regime fascista” votando pdl e lega. L’elettorato vota chi gli assomiglia di più, o almeno è un lontano parente della propria genealogia mentale. Attualmente mi sembra poi che in fondo sia stato una bella sfida questa tornata elettorale facendo avanzare la lega in altre geografie, un nuovo esperimento soprattutto nelle regioni cosidette rosse. Perchè no? Siamo sicuri poi che sia tutto fondamentalemnte stagnante quando una forza politica è sospesa nella sua maturazione/trasformazione (il pd) e altre emergono in nuovi contesti (la lega) apportando nuovi scenari? Personalmente mi piace vedere questi cambiamenti, questi passaggi da una regione all’altra, più stimolanti socialmente e culturalmente parlando, a meno che non si pensi come al solito che un partito al governo possa determinare (totalitaristicamente) tutta la vita quotidiana di ogni cittadino. Sarebbe perdere occasione di riflettere e affrontare nuove sfide che le persone nei loro territori pongono.
Ma se invece per una volta, pur senza perdere di vista l’inettitudine del PD, parlassimo degli italiani? Siamo sicuri che il candidato ideale, alla guida del partito con la politica, la tattica e la strategia migliore, che dicesse le cose giuste da dire, prenderebbe una marea di voti nell’Italia di oggi?
Penso che Luca si riferisca all’antiberlusconismo come unico orizzonte d’azione dell’opposizione, e in questo senso sono d’accordo con lui (l’anti-qualcosa funziona in dittatura oppure in guerra, in democrazia ci vuole il dippiù della proposta alternativa).
Il caso di Vendola dimostra precisamente che dove la proposta è autonoma e ben riconoscibile, e trascende il mero antiberlusconismo, ed ha appeal, l’alternativa può farcela.
Ce l’ha fatta con lui in una regione tendenzialmente di destra come la puglia, figuriamoci se non può farcela nell’intero Paese.
Mi permetto di modellizzare l’elettorato ed il relativo coefficiente di penetrazione del PD. Quindi generalizzerò commettendo errori ma da qualche parte bisogno pur semplificare per partire con un’analisi così complessa.
-ZOCCOLO DURO: i 4/10 dell’elettorato. Votano con il paraocchi e schiodare la loro X elettorale da un determinato simbolo o corrente costituisce sforzo impervio ed impossibile per l’attuale PD.
-ELETTWITTER: altri 4/10 dell’elettorato. Non annoverano la politica sul podio dei propri interessi. Forse nemmeno tra i primi dieci posti. Sono socialmente trasversali, possono essere operai, impiegati, liberi professionisti o manager. Possono essere colti o ignoranti. Vivono i partiti come se fossero loro contatti twitter. Percepiscono pertanto:
Lega –> Federalismo/Ostacolo all’immigrazione
PDL –> Meno tasse/Berlusconi/stabilità di governo
IDV –> Legalità/Antiberlusconismo spinto
PD –> ? (Antiberlusconismo soft? vedi conflitto d’interessi mai risolto nemmeno da governanti, più vari altri flirt)
Il PD non saprebbe twitterarre il proprio programma a qualcuno di questi elettori in quanto non twitterabile. In un mondo perfetto forse questo non sarebbe necessariamente un difetto. Oggi in Italia lo è.
-COSCIENZIOSI: i 2/10 dell’elettorato. Si informano di politica (non tramite tv), hanno buona conoscenza dei candidati, dei programmi dei partiti e sono in grado di fare una scelta cosciente e persino di cambiare opinione e partito. Qui il PD non è messo male forse perchè ne seduce una maggioranza ma purtroppo questa in assoluto è una minoranza.
Gilioli ha detto molto (ma molto) meglio le stesse cose che ho detto qui io.
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/30/il-mondo-oltre-b/
Luca, a parte che due eventi contemporanei non sono necessariamente correlati, cmq si puo’ interpretare anche in un altro modo:
1. B. vince dal ’94
2. Il PD ha una classe politica che sa di vecchio, che litiga e piange e pesta i piedi dal ’94
3. L’unica messaggio memorabile che esce dal PD è “Berlusconi è cattivo”
Scusami, ma dire che anti-berlusconismo fa perdere le elezioni vuol dire concentrarsi sulla parte visibile del problema, non sulla sua radice.
E infatti Di Pietro e Grillo, che sono molto più radicali e anti-B del PD hanno, in proporzione, molto più successo.
Bravo, stefano g.
A me fanno ridere gli accigliati critici del PD, che disperdono seme e voto fra Grillo e astensione perchè Bersani è il nulla, Veltroni il super nulla e D’Alema è odioso. Tutto vero.
Ma in questo modo continua a vincere Berlusconi. Fare le pulci ai nostri, che lo meritino o no, ha senso, nell’emergenza democratica di un autocrate che sta perfeziondando il suo diegno para mafioso?
No, perchè se il PD ha i suoi limiti, ne avrà il Pdl, mi pare. Eppure, da solo o grazie alla Lega, non perde mai e cresce sempre.
E’ perchè piacciono quei programmi? Il presidenzialismo in mano a Berlusconi?
Il problema, appunto, non è come è il PD, è come sono gli Italiani.
A chi diceva che l’Italia è nelle strade e nelle piazze e non in tv, faccio presente che quell’Italia da piazza e da strada, quando torna a casa, guarda la tv. E la sua descrizione del mondo e del perchè il mondo è così. Poi, esce, va nelle famose piazze e ripete la lezioncina televisiva, senza rendersene nemmeno conto.
E mi sa che una volta tanto ci si incontra, caro il mio Luca.
Io che ne penso di cose “contro” i tuoi pensieri, questa volta mi hai dato da pensare.
Prima di leggerti avevo scritto questo:
http://minimalessandro.blogspot.com/2010/03/la-sconfitta-ha-le-palle-mosce.html
Se hai tempo, dàgli un’occhiata.
Un saluto,
Alessandro
Non credo ci sia una mutazione antropologica degli italiani. Gli italiani sono sempre stati in maggioranza di destra.
E quando vedo a L’Aquila vincere la destra mi chiedo che racconto ci siamo costruiti sull’Italia di oggi.
Ma… proviamo a mettere un Vendola a capo del CS e vediamo che succede.
Parole nuove, approccio aperto, visione del futiro dl paese, ottima
comunicazione …
Che alternativa si è data all’elettore italiano di cd deluso o dubbioso o che proposta si è fatta agli elettori più o meno convinti di CS? Penati, Loiero, De Luca….? il linguaggio politichese-burocratico? l’assenza di un progetto di paese? la riproposizione stanca di una comunicazione asfittica?
Che si abbia il coraggio di cambiare, ma velocemente, non in tempo
geologici…
Grillo e analoghi faranno presto a sbaragliare anche gli ultimi giapponesi.
antigone
Piti, anch’io sono molto triste per chi ha votato Grillo o si è astenuto. Sono ancora più triste per chi ha votato PDL e Lega, d’altra parte.
Ma se tu dai la colpa agli elettori, agli italiani, allora non possiamo fare niente salvo aspettare un miracolo che non arriva e non si capisce perché debba arrivare. O aspettare che Berlusconi se ne vada al Creatore, che non mi sembra molto più saggio visto che alla fine, e dai e dai, riusciranno anche a destra a farsi una classe dirigente semidecente.
Io, beninteso, sono militante e (micro-)dirigente PD, ho votato convintamente e fatto votare PD per tutta una serie di buone ragioni, nel mio piccolo comune dell’Emilia rossa.
Ma tu dimmi UNA proposta del PD che ti abbia impressionato nell’ultimo anno. O semplicemente una di cui ti ricordi.
Berlusconi può vendere fumo, con tutte le TV che ha. Noi non ce lo possiamo permettere. Abbiamo un’altra merce?
Per sette degli ultimi otto anni abbiamo avuto Berlusconi e la sua cricca al governo. L’Italia è stata trascinata in fondo a tutte le classifiche, invece di essere paragonata a Germania e GB sottolineiamo che stiamo “meglio della Grecia” (esticazzi, mi sembra il minimo!). Quasi tutto va a male, e, come se non bastasse, Berlusconi in persona ne ha combinate tante, ma tante che non mi pareva proprio il caso che venisse riconfermato. Non siamo un paese normale: In GB il labour perderà, in Germania la Merkel ha appena preso degli schiaffoni, in Francia la settimana scorsa Sarko non ne parliamo neanche.
E invece noi, che andiamo parecchio peggio?
Per quanto tempo ancora?
Ciro Ferrara è stato cacciato per molto meno. Vero anche che il problema non era lui, probabilmente, ma è stato cacciato. Qui invece vediamo premiato un governo evidentemente inetto e non me lo spiego ancora.
O meglio…….
Era quasi ovvio che le cose sarebbero andate a questo modo. Il Piemonte mi ha molto deluso, ma il resto posso capirlo, perchè non ho mai visto tanti errori tutti assieme. Mi riferisco a Lazio (grazie Piero!), Campania (grazie Bassolino, viva Jervolino!) e, in certi modi, alla Puglia, ma qui ci ha pensato l’uomo.
Poteva andare anche peggio, insomma.
Adesso ci attendono 3 anni terribili, nei quali l’agenda sarà dettata dalla Lega, che ha indubitabilmente vinto, e nei quali bisognerà fare i conti con due fattori che non mi aspettavo, Grillo e quelli che non votano.
In Emilia Grillo ha trionfato, e in Piemonte ha sicuramente portato via voti alla Bresso.
L’astensione, invece… Piuttosto che votare gli altri, gli insoddisfatti non votano.
Insomma, questa veloce disamina per dire che sono deluso e anche un po’ schifato, che però il trionfo della lega potrebbe anche deviare l’agenda dai problemi di Berlusconi…
Boh, per trovare qualcosa di positivo bisogna scavare parecchio!
La cosa peggiore è che, quando scopriranno che Caldoro è peggio di Bassolino, che Scopelitti è peggio di Loiero (cose che sembrano impossibili, ma sarà così, vi assicuro), e che Cota è Cota, a nessuno di loro succederà nulla.
Pare strano, ma l’andazzo è questo.
Sembrerà assurdo tornare sul tema del conflitto d’interessi, ma poter dire a reti unificate che non è vero nulla, e sempre, conta parecchio.
E torniamo al punto di partenza: per sette degli ultimi otto anni Berlusconi ha potuto incolpare altri dei suoi fallimenti, perchè l’Italia “sta” andando male… Mentre Merkel, Brown e Sarkozy no, e loro sono stati, o saranno, puniti severamente.
E badate che non è solo un problema di opposizione debole, perchè la situazione è uguale anche in Francia, dove ha effettivamente perso Sarko, ma dove uno dei leader (Cohen-Bendit) ha candidamente ammesso che non hanno dovuto fare nulla per vincere, che non è stato merito loro.
Poi, ecco, la spina dorsale servirebbe…
la colpa più grave del pd è dei suoi predecessori è stato il non aver capito che il conflitto di interessi stava tramutandosi in un monopolio senza precedenti, l’aver creduto che fosse un argomento ozioso, impopolare, non prioritario.
Per capire quanto il monopolio dell’informazione incida sull’elettorato facciamo un semplice confronto: nel ’92, l’aver mostrato in tv i politici con le manette ai polsi ha fatto sì che, alla successiva tornata elettorale, due partiti, la DC e il PSI, venissero semplicemente fatti scomparire e una folla si riunisse di fronte all’hotel Raphael per tirare monetine a craxi. Adesso, con una classe politica anche peggiore di quella del 92, l’elettorato non fa una piega nonostante un premier impresentabile da ogni punto di vista. Ci vogliamo chiedere perché? Sarà perché gli italiani in 18 anni sono cambiati così tanto oppure perché, molto più semplicemente, le notizie di cui vengono nutriti oggi sono tutte filtrate dal monopolio berlusconiano? Se aggiungiamo questa considerazione al fatto che in italia circa l’80% delle persone traggono informazione esclusivamente dalla tv, possiamo capire come siamo arrivati dove siamo.
E questo alla faccia di tutte le anime belle del pd che vanno ripetendo che gli italiani non si fanno influenzare da ciò che vedono in tv, si fanno influenzare eccome! Cos’altro ci vuole per capirlo?
Ciao Enrico ;)
Ma scusa, se speravamo di vincere e invece non vinciamo, e diciamo che è colpa delle tv, vuol dire che prima non lo sapevamo, che B. ha le tv (e le usa nel modo in cui le usa, senza che gli venga impedito di farlo)?
Ritengo che Luca Sofri abbia ragione nell’identificare alcune ragioni della sconfitta alle elezioni e soprattutto nel rilevare la logica perdente dell’antiberlusconsimo. Dal post sembra però quasi che la linea del PD sia l’antiberlusconismo.
Mi pare che invece siano aspetti distinti:
- l’antiberlusconismo puro, interpretato da Di Pietro, Grillo e certa sinistra radicale, è fallimentare perché vive parassitariamente dei successi (e del cattivo governo) di Berlusconi e degli insuccesi del PD. E’ fallimentare perché non esisterebbe senza Berlusconi, e cresce come un’ombra che è tanto grande quanto il corpo che la proietta.
- La linea del PD è fallimentare non in quanto antiberlusconiana (se non in senso lato), ma in quanto invisibile, incerta, compromissoria e incapace di concretizzarsi in una proposta alternativa e credibile.
Purtroppo credo che la percezione comune dell’elettorato incerto e meno informato sia che la sinistra corrisponda alle parole di Di Pietro e a un antiberlusconismo greve, ma più strillato e visibile. E in questo sta il maggior successo di Berlusconi, l’aver colonizzato e accentrato il discorso politico sia nella maggioranza (dove infatti i finiani sono emarginati) sia nell’opposizione.
Piti, bisogna che tu ti faccia vedere da uno bravo, la tua malattia si chiama “elitarismo”, o per dirla in breve sono gli altri che sono scemi, io sono il più intelligente. Le critiche vanno rivolte in prima istanza al PD, dai sostenitori stessi, dirsi siamo i migliori sono gli altri che sono scemi è il modo migliore per perdere. Alle palle di SB in televisione cosa propone il PD il nulla? Allora meglio le palle, almeno aiutano a tirare aventi!
Ciao!
Gianluigi, se alle palle di Berlusconi il PD risponde “sono palle”, viene accusato di antiberlusconismo e perde. Se non risponde, viene accusato (giustamente) di lassismo e perde.
Se rispondesse proponendo cose diverse e migliori, come scrivevo prima, non troverebbe terreno fertile. Secondo me non se ne esce.
Vista la razionalità con cui la gente che va al seggio vota (tipo eleggere un pluribocciato alla maturità solo perché è figlio di uno che millantava una laurea), piuttosto che criticare l’astensione farei delle serie campagne per promuoverla.
Ieri sera a Porta a Porta ho capito perchè il PD non vincerà mai più un’elezione.
Si commentava la sonora sconfitta della sinistra e la Bindi, entrata ormai in un vortice di panico, ha cominciato a disquisire sul sindaco leghista di Montecorvino che ha imposto ad alcuni bambini di mangiare nella mensa della scuola solo pane e acqua.
Accuse senza nesso logico,che non c’entravano nulla con la vittoria della LEga e del PDL e con il contesto delle elezioni.
Si è fatta ridicolizzare da Bondi, il che è tutto dire.
Non sapevo se piangere o ridere, una donna che si arrampicava sugli specchi, ma d’altronde, questo sa fare il Pd…arrampicarsi sugli specchi, invece di fare vera opposizione.
“Lei capisce solo pane ed acqua…ecco chi sono i leghisti…”
Ciao Gras!
Credo che abbiamo sottovalutato parecchie cose, e la tv è una di queste. Ai nostri, noi non perdoniamo nulla, e credo che in qualche modo sia giusto così. E abbiamo anche la memoria lunga: Bersani, per quanto mi piaccia (anche se io sostenevo Marino) è sempre stato l’ariete di D’Alema, e posso capire chi pensa che il “rinnovamento” millantato non ci sia. Ora, se non andavamo bene prima, perchè dovremmo adesso? Allora non andiamo a votare, o votiamo Grillo. Non votiamo Berlusconi ma in qualche modo contribuiamo.
Devo ancora chiarirmi del tutto le idee, in effetti.
Sulle tv, la mia è una considerazione generale, perchè non potevamo, nelle condizionin italiane, pensare che fare quasi nulla potesse bastare per vincere stavolta, come invece è successo in altri paesi. Per battere B. e la Lega dobbiamo essere straordinari, non basta essere migliori.
io capisco che ieri sera per la bindi non deve essere stato facile gestire quello che man mano si intravedeva sempre con maggiore chiarezza, ma davvero la storia del pane e acqua è stata desolante. continuo a ripetermi che ho votato bonino e non pd per autoconsolarmi ma credo che fino a quando il pd non offrirà maggiore visibilità agli scalfarotto, civati ecc. non faremo un passo avanti.
è un partito impallato…
Scrivo dall’Est del Nordest. Qui la sinistra ha sempre perso. Dall’unità d’Italia in poi.
Il problema è perdere malamente o no. Ed è da un po’ che si perde malamente.
Per invertire la tendenza (=perdere a nord est, ma non malamente) si dovranno realizzare almeno una serie di condizioni contemporanee:
1) che ci si scordi (completamente) del Prodi Bis;
2) che siano totalmente scordati i vari Pecoraro Scanio, Visco (e la relativa dichiarazione del Nord Est “consustanziale” all’evazione fiscale);
3) che ci si dimentichi della pantomima avvenuta in aula prima dell’elezione di Franco Marini a Presidente del Senato;
4) che si scordino i vari Ferrando e compagnia cantante sempre pronti ad affondare il governo;
5) che localmente i profili del PD non provengano solo dal sindacato ma siano rappresentativi di professioni ed aziende;
6) che vadano in pensione le vecchie (si, proprio vecchie) facce del PD nazionale. Non faccio nomi per non sparare sulla croce rossa;
7) che il PD non punti su candidati effimeri, virtuali e mediatici incarnati perfettamente dalla Serracchiani
Non è poco, lo ammetto. Ma così facendo, magari tra una diecina d’anni…
Ciao
Marzio
Gianluigi, a parte la rifrittura della frase “devi farti vedere da uno bravo”, che dice già tanto del tuo livello, cerchiamo di stare dentor la logica. Sono elitaristo perchè dico che non esiste colpa, limite, errore, vuoto del PD per quanto grave che sia paragonabile all’orroere berlusconiano? E’ questo essere elitari? Fare presente che il problema è nell’antropologia dell’elettore italiano, visto che non c’è Paese straniero dove non si trasecoli per come ci stiamo tenendo Berlusconi da 16 anni? Sono elitarista a trovare idiota un elettorato, quello di destra, che al Nord vota Lega per lasciare il Sud al suo (triste) destino e al Sud vota PdL perchè non ha capito che è alleato con chi lo vuole fare andare in malora? Sonoi elitarista perchè ritengo che un autocrate che punta al presidenzialismo è un pericolo mortale per la già malata democrazia italiana? Sono elitarista perchè penso che, per tutto il male che posso pensare dle PD, se Delbono scopa la segretaria portandola in gita con gli spiccioli della Regione lo fa dimettere e Cosentino che è della camorra resta impavido sottosegretario? Ti rendi conto o no che il nostro elettorato si fa venire il mal di pancia per qualsuasi ragione e a destra votano in allegria genta come è stato Di Girolamo, pagato della ‘nrangheta? A te sembra tutto uguale? A te sembrano elettorati ed eletti uguali? Ti pare la stessa cosa un Prdoi che mette la norma per tracciare i pagamenti e Berlusconi che la toglie per favorire l’evasione? E chi votò per l’uno o per l’altro ti sembra mosso dalle medesime logiche?
Una sola cosa era da capire. Ogni emergenza italiana, economia occupazione energia ambiente, non può partire, per sperare in una soluzione, dal toglierci dalle balle Berlusconi. Poi, qualcosa si risolverà e qualcosa no. Ma con Berluscon stiamo filando verso la catastrofe.
E tu mi accusi di elitarismo. Eh, già, è tutt uguale. La destra che vuole eliminare le intercettazioni nel Paese della mafia è uguale a Marrazzo che si dimette perchè nel tempo libero va a trans. Tutto uguale, certo, come no.
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parte stupidamente ottimista:
il pdl perde una decina di punti percentuali, la lega a livello nazionale non arriva al 10%, in lazio e piemonte ce la siamo giocata, e nel secondo caso avremmo vinto se quei geniacci dei grillini si fossero ricordati che esiste il voto disgiunto (a proposito, buona lega, buona TAV, e compagnia cantante…).
parte stupidamente pessimista:
la maggioranza (di poco, suvvia) degli italiani evade le tasse in modo massiccio (30% del PIL, stime Banca Mondiale) e pretende che noi lo si accetti e non si nomini nemmeno lontanamente che questo è un problema collettivo (vedi astio anti Visco che ritorna, anche qui); accetta supinamente una concentrazione di potere politico e mediatico che farebbe sorridere se fosse invenzione letteraria; è ignorante, autolesionista (perchè pagare poche briciole in meno di imposte oggi non ripaga di uno sfacelo complessivo e generalizzato oggi, domani e dopodomani), becera, razzista (“ma lei non sa cos’è un uomo medio” diceva pasolini) e boccalona nei confronti delle ridicole bugie del conducator. in una parola: irrecuperabile.
parte, si spera, vagamente lucida.
oggi essere antiberlusconiani è condizione necessaria, ma non sufficiente (come giustamente suggerisce gillioli). necessaria, ma non sufficiente.
il PD è ben lungi dall’essere perfetto, ma allo stato attuale delle cose è l’unica speranza che abbiamo. invece di fare gli snob (astensionisti) o gli aspiranti suicidi (grillini), fate qualcosa anche voi, entrate nelle sezioni, ribaltate le scrivanie, cantate le canzoni, pensate strade nuove.
ma basta con questi criticoni che poi sono pure capaci di dire che Fini sarebbe un buon leader (per quelle banalità che mette in fila e che noi si dice da decenni, ma che dico decenni, secoli, millenni e fasi astrali).
riconoscete in primis la vostra di impotenza, e cominciate a respirare cose nuove costruendole, invece di affossare sempre chiunque si sbatta nel quotidiano, magari sbagliando.
perchè è facendo le cose che si sbaglia.
Brevissimamente. L’Italia non ha un blocco sociale maggioritario di sinistra né lo avrà mai almeno nei termini travaglieschi/scalfariani. Quell’elettorato, una volta intercettato dalla corrente massimalista, lo è oggi dai manettari o dai grillini, ma non sarà MAI maggioranza. Quello a cui si può puntare, al fine di governare, è un centro sinistra mooolto riformista ma mancano gli uomini, dato che per fare scelte poco ideologiche e/o infastidire il sindacato ci vogliono palle che pochi hanno nel PD attuale. Quando poi gli elitaristi alla piti si spiegheranno perché gli operai (sì, quelli con le mani zozze e che guardano Canale5 e che parlano in dialetto e che abitano quasi tutti nel nord) votano Lega, saremo un pezzo avanti.
Il primo problema, tra quelli che vanificano qualsiasi tentativo di argine dell’inspiegabile fenomeno Berlusconi, è il continuare a ritenerlo inspiegabile.
C’è un difetto di base, secondo me, nei discorsi dell’opposizione degli ultimi dieci anni e quel difetto consiste nel non aver mai saputo dimostrare in maniera evidente il suo aver compreso il fenomeno che pure si dice di voler combattere.
Esiste il berlusconismo ed esiste Berlusconi e le due cose non sono assolutamente unite in una unica, affrontabile come unico problema.
Berlsuconi NON è il berlusconismo, ne è il prodotto.
La sua bravura, che è esclusivamente tecnica ma che prima o poi dovrà essere riconosciuta come innegabile principalmente dai suoi oppositori se vogliono iniziare un cammino che anche solo assomigli a qualcosa di potenzialmente efficace sulla lunga distanza, è stata quella di produrre il berlusconismo PRIMA di produrre quel sé stesso che poi sul berlusconismo ha potuto poggiare il suo lungo percorso certo di non incontrare ostacoli se non quei pochi eliminabili semplicemente girandoli a proprio favore.
Questo è il problema di quel carrozzone informe che è il PD.
Questo dirsi portavoce di una battaglia contro il berlusconismo senza aver mai dato modo di esser visti come un partito che ha prima di tutto compreso ciò che vuole combattere.
Raccontano che il problema è il berlusconismo e poi traducono la battaglia in una battaglia contro Berlusconi, come se l’annullamento del secondo fosse in qualche modo e per qualche incomprensibile ragione sufficiente per risolvere, e quindi dare per definitivamente archiviato, il primo.
Il conflitto d’interessi è una questione di Berlusconi, come lo sono le sue escort, le sue cricche di potere, il suo populismo.
Tutto ciò che è Berlusconi riguarda berlusconi, non il berlusconismo.
Il berlusconismo al contrario riguarda la sua “gente”, quella utile a tenere solido il serbatoio per far sì che un centro di potere “democratico” (in senso tecnico) che per sopravvivere ha bisogno di un serbatoio di inesauribili schede elettorali, possa sempre contare su quel serbatoio il cui rubinetto è apribile o chiudibile a seconda del’obiettivo del giorno.
Quando vuole il plebiscito lo chiama dicendo che il voto è l’espressione del popolo libero e plebiscito arriva.
Quando vuole affossare un referendum il voto è questione che il popolo deve vedere come meno importante di una giornata di sole al mare e code in autostrada con canotti sul tettutccio arrivano.
Nemmeno ci entra nel dettaglio della questione, resta in superficie e utilizza il meccanismo, sposta la percezione di cosa sia il voto, non di cosa serva in quella precisa occasione.
Il berlusconismo non è Berlusconi, ma è ciò che Berlusconi utilizza per poter continuare a essere Berlusconi.
Essere antibelusconiani, significa essere “anti” tutto quel magma compatto di valori, personali convenienze, egoismi, protezioni, di ogni singolo elemento votante che quando tradotto in delega produce Berlusconi e tutti i danni del caso.
Combattere il berlusconismo non è sbagliato, non è ideologia, non è avere un nemico.
Combattere il berlusconismo è combattere contro ciò che è contrario ai propri ideali e ai propri valori.
Una cosa che prima che la ventennale operazione Berlusconi trasformasse il linguaggio stesso del discorso politico, veniva ritenuta un valore, umano e politico, da qualsiasi punto di vista la si guardasse, perché tale era.
Esisteva l’antifascismo, non l’antialmirantismo.
Ed era lo stesso Almirante a rispettare l’avversario in quanto tale, perché era l’avversario in quanto tale che si diceva pronto a tutto pur di combattere il fascismo e non Almirante.
Lo stesso valore che portava Almirante a combattere il “comunismo” e non i “comunisti” e che per questo permetteva a entrambi di dirsi uguali nei valori e nella passione, se pur diversi nell’obiettivo, e per questo ugualmente rispettabili e quindi rispettati.
Oggi a sinistra si dice di combattere per i valori, per i princìpi, per la “gente”.
E poi si parte in quarta non contro questi, ma contro Berlusconi.
Ma chi, trent’anni fa, avrebbe mai creduto a qualcuno che avesse chiesto fiducia elettorale dicendo che battendo politicamente Almirante si sarebbe sconfitto il fascismo di ritorno?
E chi sarebbe stato così folle da chiedere fiducia con un’argomentazione così demenziale?
Berlusconismo e Berlusconi sono due cose distinte, così tanto che persino lui può utilizzare il primo a piacimento per permettere il secondo.
O ci siamo dimenticati l’intervista in lacrime alla tv estera, nella quale raccontò che il suo obiettivo è di dare ospedali accoglienti agli immigrati?
Se Berlusconi può da vent’anni agire indisturbato, è perché mentre tutti i suoi avversari cercano di smontare Berlusconi, lui vede intaccato e quindi efficace quanto prima il berlusconismo.
E’ convenienza prima di tutto sua, che l’attenzione sia sempre bella solida su di lui e non sul berlsuconismo che per essere lo strumento efficace che è ha bisogno di lavorare dietro le quinte senza l’attenzione addosso.
Il berlusconismo è ciò che ha permesso alla Polverini di prendersi il Lazio contro un avversario, la Bonino, che aveva generato punti di non appoggio dentro lo stesso partito che l’aveva candidata.
Il berlusconismo è ciò che dieci anni prima porta la Bonino in europa come commissario, perché di indubbio valore politico e umano.
Berlusconi è ciò che porta il PD a condadidare una donna sulla quale il PD stesso non mette compatto la mano sulla spalla.
Berlusconi è quello che si ritrova come avversaria la stessa donna sulla quale lui invece la mano la mise.
Berlusconi è l’uomo che può e sa come si possa arrivare ad avere la Bonino come donna di punta di un suo governo e dieci anni dopo ad averla come donna di punta di chi il suo governo lo vorrebbe abbattere.
O la sinistra capisce questo e la pianta di cercare di abbattere berlusconi per cominciare finalmente a capire (e dopo qualche anno di ripetizioni magari cercare di combattere) il berlusconismo, oppure saranno ancora batoste su batoste, una più rovinosa della precedente.
Se Vendola è l’isola di successo che è, è perché non parla di Berlusconi, ma di Discorso berlusconiano.
Vendola è quello che, come la Bonino, ha i suoi principali oppositori dentro lo stesso simbolo che poi sta accanto al suo nome nella scheda.
E vorrà pur dire qualcosa.
Testualmente da Agenzia:(AGI) – Milano, 29 mar. 2010 – Il risultato elettorale da’ vincente il candidato del Pdl in Lombardia, Roberto Formigoni, tuttavia lo sfidante Filippo Penati si dice “molto soddisfatto del dato raggiunto” e parla di “una missione compiuta”. “Dovevamo fare un argine – spiega il candidato del Pd – al dilagare della Lega e della destra. Abbiamo costruito questo argine, siamo avanzati e abbiamo confermato il fatto che l’anno prossimo a Milano sara’ una partita vera”. Il riferimento e’ alle elezioni comunali, per le quali circola gia’ voce che l’ex presidente della provincia sara’ candidato. Ma Penati non conferma e dice che il suo posto sara’ in Regione. “I punti di distacco – ha aggiunto – sono ancora tanti. Non dico che si e’ compiuto il lavoro ma c’e’ comunque la soddisfazione di cominciare a costruire un lavoro. Credo che il mio, sara’ qui in Regione.
Non mi vedo come candidato a Milano”. E per sottolineare il concetto fa riferimento al ciclismo. “C’e’ chi tira la volata e chi fa lo sprint finale. Ci sara’ qualcun’altro che fara’ lo sprint finale vincente”.(AGI) Cre/Zeb
Per me quest’uomo (che è lo specchio del PD) delira.
Teniamo a mente queste ultime parole e verifichiamo insieme cosa succederà a Milano, io a ‘sto giro ho votato davvero con la morte nel cuore (e sono già un paio di volte che mi capita), per la comunali se me lo ripropongono sto a casa. Dateci un Civati…
Il PDL non è solo Berlusconi. Chiedere il voto di qualcuno dicendo che darlo al PDL è darlo a Berlusconi e è da fascisti, razzisti, stupidi, masochisti che si divertono a prenderlo in culo… Secondo me è da sclerati totali.
Un altro esempio di questa cecità politica sono i commenti al Movimento 5 stelle, mi sembra di risentire quello che dicevano alla Lega degli esordi. Se è voto di protesta il voto al 5 stelle, cos’è il voto di chi ha un’erezione davanti a raiperunanotte? Candidati che hanno un programma politico e corrono da soli, senza la minima copertura mediatica, prendono il dal 3% al 6% (3% a un palermitano nella lombardia leghista è come dire 3% a un bergamasco nella sicilia mafiosa?) e si liquida la faccenda dicendo che sono i cugini scemi di di Pietro?
Anche oggi Grillo ripete che il 5 stelle, almeno per ora, non è né di destra né di sinistra, ma avanti. Forse la sinistra dovrebbe chiedere aiuto a Grillo per capire cosa bisogna fare per prendere voti.
Gli operai con le mani zozze votano Lega perchè finito il turno vanno a casa, si lavano le mani, mettono a bollire l’acqua per la pasta e accendono la tv.
in ogni modo, congratulazioni vivissime al popolo no tav della val di susa che ha votato per beppe grillo. ora si beccano cota, che la linea ad alta velocità la disegnerà col righello e gli piazzerà i piloni in cemento armato nel giardino di casa.
traggo dal forum dell’Espresso “Lettere e risposte” un commento di tal bellerofonte, che condivido in pieno e mi evita lo sforzo di dire le stesse cose, dette in peggiore:
“Questo risultato elettorale ha un pregio: aver messo in mostra in modo inequivocabile che con questo modo di “fare politica” anche il residuo legame tra il prodotto reale dell’attività di governo e la percezione di questi atti da parte dell’elettorato il legame è ormai inesistente.
Colpa dell’astensionismo? Colpa di Grillo che ha portato via voti in Piemonte? Balle. La verità che esce da questa tornata elettorale è che, come sempre e oggi più che mai, è il modo con il quale è somministrata la realtà o la pseudo realtà che forma la pubblica opinione.
La prima immediata conclusione che si raggiunge è che l’elettorato medio può essere manipolato con gli strumenti di informazione convenzionali senza particolari problemi. Nel processo di formazione dell’opinione dell’elettore non entrano in gioco i sistemi valoriali fondati, quali onestà, tolleranza, rispetto delle regole, rispetto della legalità.
Rotti gli argini della legalità come ha fatto il cavaliere negli ultimi mesi, c’è da chiedersi: con quali strumenti elettorali la “sinistra” parlamentare può sperare di poter competere alle elezioni che si terranno tra tre anni, avendo il governo tre anni di tempo per plasmare e strutturare ulteriormente senza quasi impedimenti il consenso dell’elettorato?”