Mi chiedo con che faccia oserà lamentarsi, Antonio Di Pietro, quando qualcuno lo caccerà con i forconi per le strade.
“E se personaggi come Dell’Utri vengono cacciati a suon di fischi dalle piazze, forse il risveglio sociale non è poi così lontano. C’è ancora un’Italia capace di indignarsi. Ed è proprio da qui che si deve ripartire. Iniziamo a zittire quelli come Dell’Utri in tutte le piazze d’Italia, perchè non è lì che dovrebbero stare, ma in galera”
A dirla più semplice ancora, se io domani vado a un dibattito con Di Pietro e comincio a urlare “vattene pagliaccio” (lo farei in totale sincerità, e perché “capace di indignarmi”) impedendogli di parlare, sono di fatto legittimato dalle sue parole. Non lo farò io, lo farà qualcun altro, e toccherà difendere Di Pietro.
Vedi anche:



Provo con i simboli:
zittire =/= contestare
98 @ layos
“Mi paragoni una donna che vive in una dittatura teocratica”
Gia da qui si vede che non hai capito l’argomento, io parlavo dei “castigatori”, non dei destinatari del castigo. I castigatori Iraniani sono fatti della stessa creta dei castigatori di tutto il mondo, basta armarli della convinzione necessaria e il “castigatore” è disposto a tutto. Vuoi degli altri esempi? Trovateli. Per quanto mi riguarda Dell’Utri o chissacchi non cambia, i linciaggi mi fanno sempre orrore.
“Provo con i simboli:zittire =/= contestare”
Appunto dico. Zittire è un verbo sbagliato e inappropriato sempre e male ha fatto Di Pietro ad adoperarlo. La gente che è andata a Como a far sapere al Senatore cosa pensa di lui ha contestato il perdurare di una indecenza coram populo.
Sottendere che hanno violato l’articolo 21 della costituzione con il proprio comportamento è pura filosofia, per il mio mdoestissimo avviso.
@layos
A Como sono andati a zittire. Quello hanno fatto, Dell’Utri non deve parlare, stop.
“Gia da qui si vede che non hai capito l’argomento, io parlavo dei “castigatori”, non dei destinatari del castigo.”
Sei tu che non hai capito, a dire il vero.
Se io vado davanti a Dell’Utri a dargli del mascalzone è assai probabile che lapidato ci finisca io. Come chi diede del “buffone” a Berlusconi è finito in tribunale a doversi giustificare.
La “forza” e il “potere” di chi ti sta di fronte non possono essere ininfluenti rispetto alla tua possibilità di esercizio di critica, per quanto feroce e per quanto urlacchiata o sconclusionata o anche completamente fuori bersaglio o fuori tema.
Io ho partecipato a diverse manifestazioni anti g8 o anti altre robe simili, il cui scopo dichiarato (utopico) era quello di “impedire lo svolgimento dell’evento”. Anche in quel caso stavo violando l’articolo 21? Perchè volevo impedire a Putin di parlare al G8? O a Sarkozy? O alla Merkel? Questo stai dicendo?
Sarebbe meglio starsene a casa e lasciar loro il diritto di parola?
Scrive LS: “certo che mengele può parlare quanto vuole della nazionale di calcio, o pensiamo che sia un grave pericolo per la nostra democrazia?”
Ecco, io non sono sicuro come te di questa cosa. Non così assertivamente sicuro. E tendo ad avere l’idea opposta. Ci sono regole minime del gioco anche in democrazia, Mengele e Dell’Utri mi sembrano entrambi fuori da quelle regole. Più di Di Pietro.
105
Impedire lo svolgimento dell’evento?!
Impedire a Putin di parlare!? O a Sarkozy o alla Merkel?!
Lasciar loro il diritto di parola!?
Ma a chi sto scrivendo?
Esercitare il diritto di critica impedendo agli altri di parlare? Ma dove le imparate queste stupidaggini? Dal Professor Bud Spencer? Magari, almeno ci sarebbe da ridere …
“A Como sono andati a zittire. Quello hanno fatto, Dell’Utri non deve parlare, stop.”
Sono le stesse cose che ho sentito quando un manipolo di docenti con la schiena dritta ha scritto al Magnifico Rettore che far inaugurare l’anno accademico al Papa non è che fosse precisamente una scelta felice. Gli hanno dato dei forcaioli, censori, intolleranti e alla via così…
Perfino quando i parlamentari europei hanno respinto la candidatura di Buttiglione a commissario….
Mi ricorda un po’ quella storiella di cui parlava Beppe Grillo anni fa in un suo spettacolo sul fatto che i membri del Klan nel loro sito avessero scritto: “e chi ce l’ha con noi è perchè è razzista”.
“Ma a chi sto scrivendo? Ma dove le imparate queste stupidaggini?”
Come al solito chi è scarso in argomenti inzia con gli attacchi personali. Come non detto, sembrava una discussione interessante.
(oh, sei tu che hai iniziato coi paradossi, io ci ho trovato gusto, ma il terreno l’hai scelto tu).
@Layos, sul Papa con me caschi malissimo.
Chi gli ha impedito di parlare alla Sapienza ha fatto un atto ottuso e prevaricatore.
Anzi, sono gli atti come quello che danno le basi culturali per l’indifferenza allo squadrismo diffuso di certo “antagonismo”.
layos
Attacchi personali? Ma se non parli d’altro. Hai fatto un elenco di nomi ai quali va tappata la bocca a priori, Dell’Utri su tutti. Lui non ha potuto nemmeno dire a …
Proprio gli attacchi personali sono il problema e quell’animale di Di Pietro è il campione.
Lui vive di attacchi personali perchè quello ha sempre fatto prima come poliziotto poi come giudice sempre un nemico ha avuto davanti da schiacciare lui e tutti i suoi allievi non parlano mai di idee, di politiche pa solo di imputati da giustiziare.
@Luca
“Ho l’impressione che ci siano alcuni che non la vogliono capire. Quelli che discutono se sia lecito fischiare, come se qui si parlasse solo di fischiare: Di Pietro ha chiesto di “zittire”. Quelli per cui le diverse responsabilità dei soggetti consentono deroghe ai principi di civiltà e alle leggi: e per cui la differenza tra zittire con la forza Dell’Utri e zittire con la forza Di Pietro sta nel fatto che il primo è cattivo e il secondo buono.”
Sembra di leggere Alfano quando dice che Bersani (mi sembra bersani) usa parole violente dopo aver detto poco e niente. Non ingigantiamo le parole di Di Pietro solo per comodità: i fischi di una piazza piena zittiscono, ed è questo quello che intendeva. Non ha detto a nessuno di manganellare Dell’Ultri o chi per lui.
E’ buffo sentir parlare di civiltà nei riguardi di chi, per civiltà, non dovrebbe sedere nella poltrona in cui si trova. Si possono derogare quindi principi di civlità? Se fatto in maniera civile perché no? Far parlare Dell’Utri in piazza è sintomo di civlità? Ma esprimere il disprezzo per tutto ciò che Dell’Utri rappresenta (tenendo presente che la gente non ha le possibilità di mezzi di comunicazione come il senatore, quindi si arrangia come può) non si può definire civiltà? Inciviltà sarebbe stato fischiare Dell’Utri a una manifestazione o a un comizio di Forza Italia – lecito ma incivile.
“La famosa questione del garantismo solo con gli amici, e dell’essere contro la pena di morte ma solo per gli innocenti. E poi mi fa anche impressione come per molti di voi le regole esistano solo quando servono per dichiarare che Dell’Utri è un criminale mafioso (l’hanno detto le sentenze) e non quando gli consentono di restare libero e parlare ai dibattiti”.
Condanna per associazione mafiosa e garantismo stonano nella stessa frase. Regole e diritti garantiti per tutti e non solo per Dell’Utri.
Caro Luca Sofri
Questo dovrebbe essere un blog “de sinistra” sbaglio? Infatti a occhio e croce sono quasi tutti forcaioli. Ma tu? Che parte fai? Devo venire io ad approvare quello che scrivi tu e a litigare con i forcaioli? O forse i forcaioli hanno sbagliato blog. Infatti dove parli della Carlà moglie di Sarcò e piena di danèè non glie ne frega niente a nessuno. Boh! Oggidì in Italia è un bel casino. Comunque tu sei ancora de sinistra, seppure garantista? Perchè io ero rimasto a quando bisticciavi con Ferrara … oops! Si può scrivere? Speriamo bene …
Vabbè saluti
I post dello zio Albert sembrano degli articoli di Libero, però scritti meglio.
ps
Ah, hanno fischiato anche lo zio Letta, a Venezia.
LOL
insomma, alla fine quello che si può desumere dai concetti espressi è che la storia della mafia non conta un cavolo, si doveva essere tranquilli e interessati uditori delle disquisizioni sui veri falsi diari di mussolini dell’onorevole dell’utri.
guai a fischiarlo, e comunque è colpa di dipietro, lui si che è pericoloso e bisognerebbe rinchiuderlo.
Oltretutto senza Di Pietro il centrosinistra non avrebbe alcuna possibilità di battere Berlusconi, lo sanno anche i sassi.
Solo un caso (tafazziano) che ce la si prenda con tanta veemenza proprio con lui? Come diceva il divo Giulio (che non difettava di autoironia): “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”.
A proposito di chi fa il fine costituzionalista per difendere la parola a Dell’Utri.
L’eleggibilità, ex TU del 1957, non è ammessa per i titolari di concessioni pubbliche di notevole entità economica. E il TU è legge ordinaria: cui rimanda la Costituzione per stabilire chi sia eleggibile e chi no.
Ergo, Berlusconi, titolare di concessione pubblica di notevole entità economica, non sarebbe nemmeno eleggibile.
Eppure non solo è eletto, ma lo è, e governa, e da decenni, in gran parte in forza di quelle concessioni pubbliche. Delle sue televisioni.
Non ricordo un solo post di Sofri altrettanto duro verso questa situazione incostituzionale. Anzi, ricordo sempre frasi di sufficienza rispetto a questa cosa.
Posso pensare che l’insofferenza verso carceri, giudici, cd giustizialismo e quindi verso Di Pietro siano il vero movente di questo post?
O crede veramente che le parole di Di Pietro siano un vulnus per la democrazia e per la Costituzione superiore a quello inferto da Berluscono con le sue tv?
Non è che a voler fare qulli che non si fanno accecare da un solo obiettivo, perdono di vista proprio quello principale?
Parla di Costituzione in questo senso, nella situazione nella quale siamo immersi da anni?
Per
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Ai funerali degli agenti di scorta di Paolo Borsellino, nel 1992, una folla inferocita costrinse i politici presenti a scapparsene. Vedere il capo dello stato spintonato in mezzo a una colonna di persone in fuga fa abbastanza impressione, tuttavia oggi quell’episodio non viene ricordato per la violenza di quei momenti, ma come un indicatore del risveglio della coscienza civile di quegli anni.
Ecco, facendo le ovvie proporzioni, probabilmente tra qualche tempo riusciremo (quasi) tutti a mettere nella giusta prospettiva reciproca anche il piccolo infortunio di Dell’Utri e le sbavature lessicali di Di Pietro.
http://www.youtube.com/watch?v=hvrU1-0dgao
Credo di essere vicino a farmi un’opinione su questa cosa.
Contestare Dell’Utri o chiunque altro come è successo a Venezia a Letta e Buttiglione è (deve essere) sempre lecito.
Contestare oggi queste persone a mio parere è giusto (non mi dilungo sul perché) ed il fatto che avvenga, anche in modo eccessivo, può essere davvero letto come un segnale di risveglio civile.
Avere il programma di zittire sistematicamente (“in tutte le piazze d’Italia”) chicchessia per qualunque ragione e agire per renderlo effettivo è invece decisamente sbagliato. Anzi, è davvero la grande violazione della democrazia di cui si parla.
Quindi, a mio parere, l’episodio di Como ha aspetti positivi (o almeno legittimi) e altri negativi; se fosse replicato su vasta scala sarebbe invece un grave pericolo, senza mezzi termini. Il fatto che Di Pietro dia il proprio avvallo nei termini in cui lo ha fatto è quindi sicuramente sbagliato.
Secondo me, la lettura politica delle diverse opinioni qui presenti è sempre e semplicemente la stessa, ovvero la seguente (mi scuso per il semplicemente, che non vuol essere un parlare ex cathedra, ma un tentativo di semplificazione):
- Alcuni, qui e altrove, sono per Berlusconi e i suoi, e ovviamente non hanno problemi verso costoro;
- alcuni, qui e altrove, non sono per Berlusconi e i suoi, ma lo considerano (all’incirca) come un normale avversario nel quadro della democrazia, e quindi vogliono il rispetto del gioco democratico e costituzionale anche nei confronti dell’avversario:
- alcuni, qui e altrove, non sono per Berlusconi e i suoi e inoltre li considerano un grave pericolo per la democrazia, di cui hanno sfruttato alcune smagliature, per infiltrarsi al potere senza rispettarne regole, spirito e principi. E pertanto considerano che un (eventuale) sopruso fatto a Berlusconi e i suoi sia una difesa sostanziale della democrazia, essendone costoro nemici mortali.
Io, sono del gruppo tre. Sofri, evidentemente e non da oggi, del gruppo due.
Per me, sbaglia.
Zittire= impedire a taluno di esprimere la propria opinione. Come in qualche commento più su il diritto di opinione non è assoluto ma incontra dei limiti.. Questi limiti esistono nel caso di Dell’Utri? No. Quindi in base alla Costituzione e alle regole, di cui immagino tutti coloro che attaccano la posizione di Luca Sofri si dicono strenui difensori, Dell’Utri non può essere zittito (il fatto che sia stato condannato per concorso esterno non significa una mazza) e Di Pietro incita a commettere qualcosa di illecito.
Molti di voi dicono che però i tempi richiedono queste forme più dure di azione. Allora chiedo a costoro: qual è il limite? Prima zittire, poi? La gogna, il rogo in piazza, piazzale Loreto? E chi decide quando è giusto violarle quelle regole e nei confronti di chi?
Dunque, che differenza alla fine esiste tra loro (Berlusconi, Dell’Utri) e voi (noi)? Nessuna, perché entrambi usano le regole a nostro piacimento. E violare la Costituzione asserendo di farlo per difenderla è piuttosto un’ aggravante.
Berlusconi ha trascinato questo paese nella fogna, ma l’Italia migliore (per dirla alla Vendola) lo batte non lordandosi di fango e merda ma osservando quelle regole che valgono per tutti anche nei tempi peggiori.
L’hanno detto in molti e per ultimo Piti in tutta chiarezza: per combattere i soprusi sono leciti altri soprusi. Per combattere gli aggressori della democrazia sono consentite violazioni della democrazia. Per difendere la Costituzione è giusto ignorare la Costituzione. Poi chi decida quali siano i soprusi giusti e quelli sbagliati non si sa. Tutto questo è semplicemente – letteralmente, non lo dico in senso offensivo – stalinista e orwelliano. Il fine giustifica i mezzi, e la presunzione di essere nel giusto legittima ogni tipo di battaglia. Poi arriva qualcuno che è più nel giusto di te, e da fischiatore diventi fischiato, e le regole per te non valgono più, eccetera. E glielo avevi insegnato tu. Buona fortuna, ragazzi.
Troppo facile andare a cavillare come gli azzecagarbugli sui verbi (zittire/non zittire): ci sono un centinaio di commenti che spiegano le ragioni dei fischi e i motivi per cui Dell’Utri dovrebbe stare a casa invece di permettersi di andare ad ingannare gente con i diari finti di Mussolini (a proposito, spacciare per buoni degli scritti farlocchi per fare apologia di fascismo è lecito in relazione al diritto di opinione?).
Troppo facile chiudere il discorso con un ragionamento teorico che, nella sua logicità, è condivisibile, ma che assume contorni diversi in base al contesto in cui è applicato.
Se il fine non giustificasse i mezzi, saremmo ancora al fascismo. Eppure, nonostante ciò, non sempre il fine giustica i mezzi.
Appunto, bisogna contestualizzare e non rimanere intrappolati nella propria palla di cristallo.
Buona fortuna a te, Sofri.
“I could be bounded in a nutshell, and count myself a king of infinite space, were it not that I have bad dreams.”
“Buona fortuna, ragazzi.”
Same to you, buddy.
Vado a leggere *qualcosa*.
Mi sono letto quasi tutti i post. Se ne deduce che, per la stragrande maggioranza degli intervenuti, il rispetto delle regole debba cedere alla contingenza. Io sono totalmente d’accordo con il Nostro Ospite e sono abbastanza spaventato che la maggioranza degli intervenuti si sia espressa in tale modo. Ma la corsa alla purezza è sempre stata un vezzo della sinistra, e non finisce mai, perché c’è sempre uno più puro che epura il puro, e così via.
se consideriamo Berlusconi un nemico della democrazia, un dittatore, allora non c’è che una cosa da fare: scendere in piazza con le armi e abbatterlo. Il tirannicidio è ammesso in filosofia del diritto. Anzi, è un dovere. Non basta indignarsi sui blog e sui quotidiani e stare a dire “mafiosopiduistanovellohitlerpinochet”, bisogna agire. Forza, avanti: cosa aspettate a scendere in piazza e abbatterlo?
Potremmo cominciare evitando di usargli delle cortesie del galateo democratico ridicole per quanto sono fuori posto. Tipo predicare la libertà d’espressione di Dell’Utri.
Così, per dire.
Ma ormai il berlusconismo è tale che ha modellato anche la (molto presunta) opposizione a suo comodo. Viaggia col pilota automatico.
Opinioni: la corsa alla purezza (costituzionale e morale) a me pare quella di chi vuol trattare i mafiosi come normali competitors. Come se la politica fosse una cosina asettica, in una situazione come questa.
E poi, si prendono paura, i poverini, perchè la maggioranza dei commenti non difende il diritto di parola di Dell’Utri.
Pensa che io ho paura da quasi vent’anni. Di Dell’Utri, di quelli come lui e, più di ogni altro, di quelli che non hanno mica capito con chi abbiamo a che fare.
1)Non si è contestato un avversario politico, ma un parlamentare che ha avuto rapporti con mafiosi, condannato in primo e secondo grado. Un uomo che non ha avuto vergogna nell’ammettere che lui è in parlamento per pararsi il deretano e che ha inneggiato più volte (non si sa se per provocare o per lanciare messaggi para-mafiosi) a Mangano perché muto. E non si è contestato un pover’uomo, ma un uomo di potere, di grande potere.
2)Dell’Utri ha fatto cose che lo dovrebbero squalificare a livello sociale in modo totale. Invece è ancora osannato e rispettato da buona parte dell’opinione pubblica e dei giornalisti: è ancora uno che muove i fili e che frequenta “salotti buoni”. Un cittadino onesto inerme (lui sì debole, contro il potente Dell’Utri) dovrebbe tollerare tutto ciò solo perché il 30 percento di Italiani vota PdL? Se avverte (come dovrebbe avvertire) che tutto ciò è indecente, deve fare qualcosa o no? Cos’altro se non contestare? Dovrebbe limitarsi sol perché sta andando contro un principio astratto? Chi lo ha fissato questo principio? Certi privilegi, come il parlare in pubblico, vanno meritati.
3)Se chi ha rapporti con la mafia comincerà a temere la reazione popolare, allora questo sarà solo un bene.
4)Diceva Martin Gardner: “La logica è un’ottima cosa, a patto di saperne uscire”. Chiunque abbia studiato un po’di matematica avanzata sa cosa voglia dire: non si può rimanere schiavi del formalismo, delegare a lui le scelte, perché questo ti conduce alla fine a risultati paradossali e scorretti. Rinchiudersi narcisisticamente in questioni di etichetta democratica è lo stesso. E’ troppo rassicurante: ci toglie l’impaccio di dover pensare e decidere, ma non è detto porti a fare la cosa più giusta. Si domanda:” e chi ti dice quando è lecito fermarsi e quando no?”. Risposta:” Te lo dice il giudizio personale, alimentato dallo spirito critico che chiunque dovrebbe coltivare”. Il mio, ad esempio, mi dice che nessun patetico ragionamento mosso da acrimonia personale mi potrà mai convincere che Travaglio, De Magistis, Di Pietro o Santoro – al netto di narcisimi, scorrettezze e personali convenienze che anche loro commettono e coltivano – siano solo lontanamente paragonabili non solo ad un Dell’Utri, ma ad un qualsiasi giornalista che abbia in quache modo dato il suo tacito assenso alla deriva indecente cui abbiamo assistito nell’evo berlusconiano.
5)Un po’ di rispetto per chi ha contestato Dell’Utri: non si chiede a nessuno di andare a protestare, ma chi lo fa lo fa anche per voi. Non azzardatevi a chiamarli fascisti, ché siete solo dei ragazzini viziati. Siate rispettosi per chi non se ne sta seduto nel divano capitonné a casa a bearsi delle sue amicizie trasversali.
6)Per il Post scrive Flavia Perina, oltre che giornalista anche parlamentare, una parlamentare che finora è stata parte organica della maggioranza che ha votato le leggi ad personam: per qualche misterioso motivo lei è dall’autore di questo blog e dai suoi commentatori più fedeli, più stimata di un Travaglio. Penso dobbiate convincervi che siete Berlusconiani: lo so è brutto, ma dovete farvene una ragione.
7)Le regole di convivenza civile esistono perché servono a vivere meglio, e solo a quello: non vengono dal mondo delle idee. Ed io sono convinto che si vivrebbe meglio se passasse il messaggio che uno come dell’Utri (ripeto: parlamentare che ha avuto rapporti con mafiosi) non è gradito in manifestazioni pubbliche. Da Berlusconi, Dell’Utri e soci abbiamo visto fare carne da porco di ogni regola elementare della democrazia e del vivere civile. Non possono scegliere loro quando alzare i toni equando abbassarli (chi si ricorda della claque che seguiva Prodi per fischiarlo? E Prodi non era un condannato per mafia…). Essere rispettosi di certe dinamiche non ci ha salvato da questa deriva. Anzi, Berlusconi stesso ci dimostra che, utilizzando cinicamente i meccanismi democratici si può lo stesso governare in modo autoritario, o accumulare un potente monopolio televisivo. Ammesso e non concesso che la contestazione ai danni di Dell’Utri sia contraria alla costituzione democratica, questa non rappresenta, alla luce di quanto ho appena detto, una motivazione bastevole per condannarla con tanta supponenza, disprezzo e certezza.
dimenticata scrive:
2 settembre, 2010 alle 12:19 am
Lo Zio Albert
al 222 scrive:
Ma la mia mamma di lassù lo sa che sono ancora buono … Voi donnacce da blog non potrete mai capire!
****
Ma pare che abbia anche scritto
(da un’altra parte, cioè in un altro blog: ci ha provato)
e ce lo riporta Myskin al 246 e 247:
Myškin scrive:
1 settembre, 2010 alle 9:21 pm
# zioAlbert
1 settembre, 2010 alle 16:42
80 diluvio di commenti?
Da Gad sarebbero almeno 500, siete dei dilettanti.
E poi sembra che qualcuno non abbia ancora capito che Di Pietro è l’erede di Mussolini.
Dilettanti e provinciali, torno da Gad.
nº 246Myškin scrive:
1 settembre, 2010 alle 9:18 pm
# zioAlbert
1 settembre, 2010 alle 18:45
Caro Luca Sofri
Questo dovrebbe essere un blog “de sinistra” sbaglio? Infatti a occhio e croce sono quasi tutti forcaioli. Ma tu? Che parte fai? Devo venire io ad approvare quello che scrivi tu e a litigare con i forcaioli? O forse i forcaioli hanno sbagliato blog. Infatti dove parli della Carlà moglie di Sarcò e piena di danèè non glie ne frega niente a nessuno. Boh! Oggidì in Italia è un bel casino. Comunque tu sei ancora de sinistra, seppure garantista? Perchè io ero rimasto a quando bisticciavi con Ferrara … oops! Si può scrivere? Speriamo bene …
Vabbè saluti.
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
Zio Albert, ma eri proprio tu? Pensavi di sfuggire alla policia Myskin…
Mah, Di Pietro erede di Mussolini? Guarda che il trono di Mussolini è già occupato da un bel pezzo! Sveglia!
Invece di fare il grafomane ovunque, giusto per metterti all’attenzione delle donnacce del blog, rileggi quello che scrivi!
Che culo che ti a fatto questo.
# jacopoortis
2 settembre, 2010 alle 00:48
1)Non si è contestato un avversario politico, ma un parlamentare che ha avuto rapporti con mafiosi, condannato in primo e secondo grado. Un uomo che non ha avuto vergogna nell’ammettere che lui è in parlamento per pararsi il deretano e che ha inneggiato più volte (non si sa se per provocare o per lanciare messaggi para-mafiosi) a Mangano perché muto. E non si è contestato un pover’uomo, ma un uomo di potere, di grande potere.
2)Dell’Utri ha fatto cose che lo dovrebbero squalificare a livello sociale in modo totale. Invece è ancora osannato e rispettato da buona parte dell’opinione pubblica e dei giornalisti: è ancora uno che muove i fili e che frequenta “salotti buoni”. Un cittadino onesto inerme (lui sì debole, contro il potente Dell’Utri) dovrebbe tollerare tutto ciò solo perché il 30 percento di Italiani vota PdL? Se avverte (come dovrebbe avvertire) che tutto ciò è indecente, deve fare qualcosa o no? Cos’altro se non contestare? Dovrebbe limitarsi sol perché sta andando contro un principio astratto? Chi lo ha fissato questo principio? Certi privilegi, come il parlare in pubblico, vanno meritati.
3)Se chi ha rapporti con la mafia comincerà a temere la reazione popolare, allora questo sarà solo un bene.
4)Diceva Martin Gardner: “La logica è un’ottima cosa, a patto di saperne uscire”. Chiunque abbia studiato un po’di matematica avanzata sa cosa voglia dire: non si può rimanere schiavi del formalismo, delegare a lui le scelte, perché questo ti conduce alla fine a risultati paradossali e scorretti. Rinchiudersi narcisisticamente in questioni di etichetta democratica è lo stesso. E’ troppo rassicurante: ci toglie l’impaccio di dover pensare e decidere, ma non è detto porti a fare la cosa più giusta. Si domanda:” e chi ti dice quando è lecito fermarsi e quando no?”. Risposta:” Te lo dice il giudizio personale, alimentato dallo spirito critico che chiunque dovrebbe coltivare”. Il mio, ad esempio, mi dice che nessun patetico ragionamento mosso da acrimonia personale mi potrà mai convincere che Travaglio, De Magistis, Di Pietro o Santoro – al netto di narcisimi, scorrettezze e personali convenienze che anche loro commettono e coltivano – siano solo lontanamente paragonabili non solo ad un Dell’Utri, ma ad un qualsiasi giornalista che abbia in quache modo dato il suo tacito assenso alla deriva indecente cui abbiamo assistito nell’evo berlusconiano.
5)Un po’ di rispetto per chi ha contestato Dell’Utri: non si chiede a nessuno di andare a protestare, ma chi lo fa lo fa anche per voi. Non azzardatevi a chiamarli fascisti, ché siete solo dei ragazzini viziati. Siate rispettosi per chi non se ne sta seduto nel divano capitonné a casa a bearsi delle sue amicizie trasversali.
6)Per il Post scrive Flavia Perina, oltre che giornalista anche parlamentare, una parlamentare che finora è stata parte organica della maggioranza che ha votato le leggi ad personam: per qualche misterioso motivo lei è dall’autore di questo blog e dai suoi commentatori più fedeli, più stimata di un Travaglio. Penso dobbiate convincervi che siete Berlusconiani: lo so è brutto, ma dovete farvene una ragione.
7)Le regole di convivenza civile esistono perché servono a vivere meglio, e solo a quello: non vengono dal mondo delle idee. Ed io sono convinto che si vivrebbe meglio se passasse il messaggio che uno come dell’Utri (ripeto: parlamentare che ha avuto rapporti con mafiosi) non è gradito in manifestazioni pubbliche. Da Berlusconi, Dell’Utri e soci abbiamo visto fare carne da porco di ogni regola elementare della democrazia e del vivere civile. Non possono scegliere loro quando alzare i toni equando abbassarli (chi si ricorda della claque che seguiva Prodi per fischiarlo? E Prodi non era un condannato per mafia…). Essere rispettosi di certe dinamiche non ci ha salvato da questa deriva. Anzi, Berlusconi stesso ci dimostra che, utilizzando cinicamente i meccanismi democratici si può lo stesso governare in modo autoritario, o accumulare un potente monopolio televisivo. Ammesso e non concesso che la contestazione ai danni di Dell’Utri sia contraria alla costituzione democratica, questa non rappresenta, alla luce di quanto ho appena detto, una motivazione bastevole per condannarla con tanta supponenza, disprezzo e certezza.
Giusto o non giusto, a me è venuta la pelle d’oca vedendo quella contestazione… avrei voluto essere insieme a loro!
In un paese che si dice democratico tutti devono avere il diritto di esprimere il proprio pensiero.
Dell’Utri stava argomentando dei suoi processi o discuteva di altro? La seconda, giusto? E allora, perché zittirlo?
Dell’Utri si è difeso nei processi ed è stato condannato. E sconterà secondo quanto previsto dalla legge. Ma questo non c’entra nulla con la possibilità di esprimere pubblicamente il proprio pensiero.
Siamo un paese ciclotimico che oscilla tra la bulimia dei fatti e degli interessi propri a scapito degli altri e la voglia di sbarre d’acciaio alle finestre. Ora siamo entrati di nuovo nella seconda fase. La fase dell’acciaio.
Ciao
Marzio
@luca difficile per me non condividere i tuoi argomenti ma non ti nascondo che se fossi stato a Como avrei gridato anchio “fuori la mafia dallo stato”.
Siamo scesi al loro livello?
Pazzienza, risaliremo quando questa gentaglia se ne sarà andata.
Proviamo in questo modo.
In Italia viviamo da vent’anni, quasi, una condizione di mistificazione, se non totale quasi,d ella democrazia e della possibilità di manifestare la propria opinione.
Questo è accaduto perchè, andando contro a un combinato disposto di Costituzione e normativa ordinaria, Berlusconi dispone delle televisioni ed è in competizione politica. Mi auguro e voglio sperare che abbiate notato (gli esempi sono infiniti) che ogni trasmissione televisiva berlusconiana è apertamente o subliminalmente tesa e screditare, ignorare, distorcere l’opinione degli avversari politici (specie quello veri, Prodi su tutti) di Berlusconi. E’ vero che, come apparve anche su Wittenstein all’indomani delle ultime elezioni regionali, c’è che sostiene che le televisioni non influenzino il voto, ma diciamo che una quota di scemi è prevista in ogni angolo del creato, che la presunzione è la loro corazza, e assumiamo che la descrizione che ho fatto sopra in modo sommario, di torsione della democrazia (anche contro regole esplicite, non solo di bon ton) è ciò che avviene in Italia da 17 anni?
Bene.
Poi un gruppo di persone va dove parla in pubblico Dell’Utri, lo fischia e lui se ne va. Di Pietro esprime la sua approvazione per i contestatori.
Sul Wittgenstein, e non solo, si scatena una canea, a partire dal causidico tenutario, per stigmatizzare con parole dure e sarcastiche l’appoggio di Di Pietro ai contestatori di Dell’Utri.
Mai visto niente del genere, una reazione tanto veemente come quella contro Di Pietro, anche in questo blog, nelle infinite occasioni di manipolazione della libertà di espressione compiuta da Berlusconi tramite televisioni, giornali e servi viscidi e aggressivi anfrattati dentro ogni media.
Una battuta non nuova e non mia, parla di gente che mangia merda tutti i giorni poi protesta se trova un capello nella minestra.
La cosa che mi fa male, un male fisico, è vedere che questa prese di posizione da cagacazzini presuntusi e sciocchini, col ditino alxato a insegnare a chi ne sa perlomeno quanta ne sanno loro, che sbandierano la Costituzione in faccia a Di Pietro e non a Berlusconi, sarebbero dei miei.
Sarebbero, persino, Sofri, Costa ecc, non solo del PD, ma dei giovani del PD: non solo quel che c’è, ma un assaggio di quel che sarà. Forse. Probabilmente.
Questo formalismo sciocco o interessato o mosso da acrimonia personali che obubilano ogni buon senso e ogni senso democratico sarebbe il meglio che posso aspettarmi.
Che pena.
Da rinchiudere io ieri sera ho visto Di Pietro.
Sbroccato di brutto. Continuava a chiamare Pigi Battista “Dottor Battisti noi DELLITALIADEIVALORI!!
I furbetti ridevano sotto i baffi ma in compenso, da bravi tappetini nessuno gli ha fatto uno straccio di domandina sui “fatti di Como”.
Il popolaccio crudele prende uno zoticone e lo elegge a capopopolo poi sta a guardare, qualcosa succederà. I saputelli stanno a guardare e poi dicono “gli italiani …”
Gli imbecilli commentano sui blog, si danno arie da siensiati scrivendo articolesse infarcite di scemenze che hanno sentito dire da quel genio del “Professor Pancio Pardi”.
E Luca Sofri? Si macera …
e tu in questo quadretto che ruolo hai, zioAlbert?
Wow, ormai sono i “fatti di Como”!
A piti: se ti può consolare, riguardo al PD siamo almeno in due. Io ci ho messo un po’, ma alla fine l’ho accettata: il PD non è un partito di opposizione. Cosa sia, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti; con i “discorsi a latere”, con mille cazzate che sembrano cazzate, ma poi ti chiedi Ma sono scemi questi? No, non sono scemi e lo sappiamo; quando c’è da lavorare ad altre questioni, sono tutt’altro che scemi. La risposta è un’altra. Il PD sta lì ad occupare uno spazio, mantenendo una certa quota di voto ma senza sfondare, con minime ed efficaci manovre di piccolo cabotaggio che lo tengono sempre lì, strategicamente tetragono. Ad occupare lo spazio che avrebbe dovuto occupare una vera opposizione. Non mi fido neanche dei cosiddetti giovani, mi dispiace. Lo so che anche a sinistra del PD al momento c’è poco da fare. Ma almeno diciamole, queste cose, convinciamone il più possibile, perché l’unica possibilità è liberarlo, quello spazio. Finché lo spazio sarà occupato dal PD, non potrà essere occupato da una vera opposizione. E se non c’è un partito in cui poter lavorare per ottenere questo obiettivo, guardiamo ad altro. Per esempio all’ANPI (che era presente a Como). L’ANPI è aperta ormai da 4 anni ai giovani. In molti vi stanno convergendo ed è forse una delle poche speranze per il futuro.
“e tu in questo quadretto che ruolo hai, zioAlbert?”
Io non partecipo ai giochi di ruolo, giocate pure voi a fare i partigiani, ma state attenti in montagna di questi tempi, alla larga da funghi, meglio sparargli.
Sei una sagoma, zioAlbert. Ma come ti vengono certe battute?
Piti, usi mille parole attribuendo ad altri (Sofri o Costa) ciò che non hanno mai detto.
Zittire Dell’Utri è o no diverso da “fischiare, contestare Dell’Utri”?
E non siamo noi a spaccare il capello in quattro come ha detto qualcuno più sopra ma è Di Pietro ad usare un certo linguaggio di cui si deve assumere la responsabilità.
Se poi per te, PIti, il diritto di esprimere il proprio pensiero è “una cortesia del galateo democratico”, bè ti mancano proprio le basi.
In sede di Assemblea Costituente, Andreotti propose che il diritto di opinione dovesse essere goduto da “tutti i cittadini”. Non mi ricordo chi si oppose affermando che non è possibile operare una distinzione tra cittadini e stranieri perché tale diritto appartiene alla personalità umana. E’ cioè un diritto fondamentale. Altro che cortesia del galateo.
Piti, una lettura dei lavori dell’Assemblea Costituente sull’art. 21 forse ti farà riconsiderare il valore di questo diritto. Su internet è facile reperirne i verbali.
Giusto. E’ Di Pietro che affossa i lavori preparatori della Costituzione, in Italia. Come non averci pensato prima?
per quanto possa contare, vista la maggioranza schiacciante di commenti a favore del bavaglio a Dell’Utri, io sto con Luca.
Il tutto ricorda vagamente il Raphael, quando nel mese di aprile 1993, Craxi venne invetito da un lancio di monetine. Si disse “è la società civile che ne ha piene le tasche dei politici”.
Abbiamo visto i risultati di quella rivolta antipolitica. La destra governa, la sinistra non riesce a darsi un profilo dignitoso.
intanto, non capisco cosa ci sia stato di male nelle monetine a Craxi. Santiddio, vivamo in un mondo che ci frega e ci vessa in ogni modo, e certa gente, non la migliore certo, deve passarla sempre liscia, riverita e rispettata?
La rivolta contro Craxi non fu antipolitica, in ogni caso.
E le cose sono poi andate come sono andate non per causa delle monetine, ma nonostante le monetine a Craxi. Diciamo grazie a un signore, amico di Craxi, che in barba a Costituzione e leggi poteva lavare il cervello agli elettori. Costui ha estorto il consenso con la violenza del fatto compiuto, del denaro, della menzogna e del fango gettato addosso agli avversari, forte del potere di impedire agli altri di comunicare correttamente.
Poi, un giorno, scopri che è lui la vittima di atteggiamenti antidemocratici e anticostituzionali. E lo dicono i teorici (molto teorici) oppositori.
E se uno contestualizza, ti trattano da cretino.
Credono che mollare un pugno, così, per niente, sia come darlo dopo che un altro ti ha aggredito e malmenato per vent’anni. Azzerano la storia dal giorno che decidono loro, per dentirsi puri e democratici. Fissare la foglia e non vedere il bosco nel quale la foglia vegeta o appassisce.
Bravo piti, per quel che vale.
La penso come Piti e l’ho già spiegato in altri commenti. Mi sento relativista.
D’altra parte Sofri, invece, è assolutista nel pensare che un pensiero sia dogmaticamente valido in ogni contesto. In realtà, non è questo che c’è scritto nella costituzione, che è molto più raffinata.
Poi va bè, lasciamo stare le semplificazioni di chi crede che il motivo per cui governi la destra oggi sia stato il lancio delle monetine a Craxi (aldilà del giudizio morale sul fatto).
Vorrei aggiungere che questa visione anarchica del diritto d’opinione va bene per i luoghi privi di tradizione e cultura, come gli Stati Uniti. Ma non posso farlo perchè un’affermazione di questo tipo andrebbe argomentata a lungo mentre così può solo essere fraintesa.
@Luca
Caro Luca
Leggo con piacere il tuo blog da anni (lo scoprii dopo una tua intervista a Macworld, forse datata 2003?) e mi fa piacere constatare che l’equilibrio e la misura, di chi, pur riconoscendosi in una parte ne sa bene individuare le isterie, non sono su queste pagine venute a mancare.
Personalmente, da persona che ha sempre votato centrosinistra (prima DS, poi PD), ritengo che ci sia una sola cosa peggiore del populismo di destra: il populismo di sinistra.
E in questa categoria tocchiamo il fondo: tra cui difendere la Costituzione venendo meno alla Costituzione, e via dicendo come nel tuo commento (il 123°). Purtroppo è una vecchia storia, quella della doppia morale, del fine che arriva sempre a giustificare i mezzi, ed altre cose simili che potrebbero sembrare banali e ripetitive degli ultimi 60 anni, non fosse altro che continuano in una certa misura ad essere vere.
La cosa desolante, è vedere come queste posizioni abbiano in questi commenti una larga adesione.
Unica e piccola consolazione quella di constatare che nella baraonda generale di questi anni, c’è ancora qualche commentatore che ragiona con il cervello cha ha nel cranio, e non con quello che ha nella pancia.
Con sempre maggiore stima,
Dario
Eh sì… chi la pensa come te ragiona col cervello, altrimenti sono solo i dolori di pancia di qualche invasato.
La saccenza di chi scrive commenti come quello di cui sopra rende vane tutte le argomentazioni che i facinorosi disprezzatori della costituzione hanno inutilmente postato con l’unico scopo di arricchire la conversazione.
Così, con leggerezza purtroppo, ci si erge saccentemente a portatori della morale unica, come dei novelli profeti scesi in terra per dover miseramente condividere la propria esistenza con quella dei propri simili.
E’ questa un’ulteriore prova dell’ottusità di chi non si piega ad ascoltare, di chi continua ad affermare che si “difende la costituzione violando la costituzione” nonostante i tomi ormai scritti sotto questo infelice post.
Una cosa però sono finalmente riuscito a capire, ovvero cosa si intende qui quando si parla di elitismo.
Ripeto la frase che ho riportato sopra: “I could be bounded in a nutshell, and count myself a king of infinite space, were it not that I have bad dreams.”
In ogni caso, mi spiace far rivelare ai difensori della libertà che anche e anzi soprattutto le posizioni più relativiste, come quella di considerare che chiunque in qualsiasi contesto può vomitare merda fonetica in faccia a chiunque, essendo appunto estremamente relativiste e quindi distaccate da qualsiasi appiglio reale, divengono a loro volta assolutiste e, come tali pericolose.
A Livorno un gruppo di esponenti della Lega Livornese ha tentato di zittire due immigrati rumeni che stavano tentando di esporre le ragioni del loro scontento.