Jesse Malin – The fine art of self destruction

Adesso, non è che perché sto invecchiando ve ne dovete approfittare. Non è che se dico che mi piace questo Jesse Malin, tutti lì a sgignazzare e a dire “etticrédo, sembra Neil Young”. Non è che c’ho l’età di Neil Young. Non è che sono come quelli lì che a quarant’anni e passa vivono ancora con la mamma e i poster di Jim Morrison e ciondolano nei negozi di cd di quartiere attaccando bottone ai commessi ed elemosinando sconti sulle ristampe di certi bootleg dei Ramones. Uè, ragazzini, portate rispetto. Il mese prossimo recensisco Britney Spears, e Carmen Consoli. E Marilyn Manson. Oh. (Bello, però questo disco: sì, è vero, sembra un po’ Neil Young).
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