Il colonnino McCartney

So di una redazione in cui lo chiamano “il colonnino McCartney”. Avete presente quel colonnino di brevi notiziole che i maggiori quotidiani ospitano nella pagina degli spettacoli? Vi compaiono storie da poco che non raggiungono la dignità di articolo, ma per cui si troverà sempre qualcuno che le legga, se non altro per la brevità.  Britney Spears fermata per eccesso di velocità, Ligabue comparirà nel prossimo disco di Pavarotti, o viceversa, a Pippo Baudo è andato per traverso il tiramisù. E poi Paul McCartney: non passa settimana senza che il colonnino non si dedichi a una delle salienti vicende della vita dell’anziano signore. Paul Mccartney si sposa, Paul Mccartney non si sposa, Paul McCartney fa un bambino, Paul McCartney sta pensando di fare un bambino, Paul McCartney canterà a una riffa di beneficenza, Paul McCartney ha cantato a una riffa di beneficenza, Paul McCartney ha deciso di firmare le canzoni che ha composto, Paul McCartney ha fatto la pace con Yoko Ono, Paul McCartney ha litigato con Yoko Ono, Paul McCartney ha di nuovo fatto la pace con Yoko ono ma ha litigato con Michael Jackson, Paul McCartney è l’uomo più ricco d’Inghilterra per la quarantaquattresima volta, Paul McCartney partecipa a una messa per l’ex moglie Linda, Paul McCartney vende la casa, Paul McCartney si è fatto un uovo, Paul McCartney è uscito a comprare le sigarette, Paul Mccartney è tornato a casa, dopo, e la moglie era lì ad aspettarlo e già che c’era aspettava pure un bambino.

Allora: Paul McCartney ha scritto  una quantità di canzoni bellissime (no, Yesterday no; Yesterday è l’equivalente di una supposta di glicerina: alle persone adulte e sane non può piacere), ed è un pezzo di storia da libri di storia. Nel volume su questo secolo, occuperebbe un bel paragrafo. Ma sarebbe un paragrafo di un capitolo circa a metà del libro. Poi si girano altre pagine, e di lui non si dice più niente. I libri di storia sono una cosa seria. Scrivo con alle mie spalle, sul loro bravo scaffale della libreria Ivar, tredici cd dei Beatles, quattro dei Wings e quattro di Paul McCartney a suo nome. Ma non ne imbrocca più una decente da anni. Ogni tanto incide dei dischi inutili: per fortuna vengono rapidamente dimenticati, come quella dissennata raccolta di rock’n’roll di una decina d’anni fa. Per non parlare delle autocelebrazioni, come il doppio live uscito da poco in doppia versione (totalino, quattro) americana ed europea, che vanta il più alto rapporto prezzo/qualità tra tutti i prodotti in vendita su Amazon, più delle mutande di Calvin Klein e dei libri di Michael Moore. Ma delle mutande di Calvin Klein almeno non si narrano le vicende ogni settimana. Ha fatto un concerto al Colosseo, in cui l’affinità anagrafica tra il contenitore e il contenuto era un’idea spiritosa, ma dovevano darle più risalto. Magari con un titolo tipo “Tosca nei luoghi di Tosca”: “Macca ai tempi di Macca”. Rispetto alla prima volta che ci aveva suonato, mancavano i leoni. In più, c’era la sponsorizzazione del maggior monopolista di fatto delle telecomunicazioni, il che spiega come mai il centomilesimo concerto di questo rispettabile padre costituente sia uscito dal colonnino per ottenere pagine intere sui medesimi quotidiani. Visto il successo dell’iniziativa, alla Telecom si mordono le mani di non aver sponsorizzato anche il processo Andreotti.

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