Le parole per dirlo

Fermissima restando la scelleratezza di chi desidera che queste persone vadano in galera, segnalo un’intervista di Libération a Roberta Cappelli e a suo marito: Roberta Cappelli è stata nelle Brigate Rosse da molto giovane e ha avuto una condanna all’ergastolo. Da molti anni vive a Parigi, con un lavoro, dei bambini e una vita normale. A differenza di Cesare Battisti non è elusiva, né sgradevolmente disumana rispetto al suo passato e non pretende di dare lezioni a nessuno, ma ancora Libération non ritiene di chiederle delle ragioni della sua condanna, né lei di accennarne. Fermissimo restando ciò che ho detto, il racconto di una storia che voglia prescindere da ciò che ha originato la storia, non è un buon racconto e non rende un buon servizio alla limpidezza delle ragioni di chi chiede di non essere perseguitato da vendette inutili

Libération
(“Roberta Cappelli, è stata giudicata responsabile di delitti come l’omicidio del generale Galvaligi, il rapimento del giudice D’Urso e l’uccisione dell’agente di polizia Granato”; di lei si parla più diffusamente qui)
Corriere della Sera via Socialisti.net, Almanaccodeimisteriditalia

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.

Abbonamento mensile
8 euro
Abbonamento annuale
80 euro
Altre cose:
Due anni di detenzione