E poi cè il giochino di confrontare questastensione con altre astensioni in altri referendum. Giochino scemo, come sanno anche quelli che lo fanno.
Primo, perché stavolta – come è stato ampiamente già fatto notare – si è propagandata lastensione, e non la si è solo compiuta individualmente. Fa una evidente differenza dire io non voto e dire non votate. Tanto è vero che a questo giro si è parlato di astensionisti e non di astenuti.
Secondo, perché un conto è non andare a votare per propria riflessione e disinteresse nei confronti delle modifiche in discussione, e un altro e non andarci per non far raggiungere il quorum proprio per interesse contro le modifiche in discussione. Se non ci fosse stato il quorum, gli astensionisti militanti di questa volta avrebbero votato no, a riprova che si è trattato una scelta strategica e non morale.
Terzo – mi pare di parlare ai bambini delle elementari, mi scusino i lettori delle medie – perché ogni caso, ogni questione, ogni storia, è diversa dalle altre. E ogni astensione porta conseguenze diverse.