Libri

Credo che se un libro lo finisci – soprattutto col tasso del 95% che ho io di libri cominciati e richiusi – lo si debba valutare come un pregio comunque, no? E quindi segnalo che “Ianto”, io ho avuto forza abbastanza per finirlo, malgrado le truculenze, schifezze, violenze ed esibite descrizioni di ogni abominio pensabile. Parla delle delle depravazioni, degli orrori e delle autodistruzioni di un gruppo di giovani emarginati gallesi impasticcati e violenti, sfaccendati e frustrati, metafora dell’emarginazione e della subordinazione del loro paese nei confronti dell’Inghilterra. È un libro che – letteralmente – fa schifo a leggersi, spesso, di violenze, brutto sesso e rifiuti corporali di ogni tipo. Ne ho saltati volutamente diversi paragrafi. Però racconta un mondo, ed è ben scritto, salvo una ridondante indulgenza realistica di cose macabre e sgradevoli.

Poi ho finito il libro di Nick Hornby, che è invece molto piacevole e spesso fa ridere ridere.

Poi ho ricominciato Il capitale umano, un romanzo americano che mi tenevo in serbo per l’estate, che mi sta piacendo. Ne noto una cosa piccola: che la copertina Mondadori mostra una delle famose case sulle colline di Los Angeles, cosa che mi ha indotto in errore sulla localizzazione della storia per alcune decine di pagine. Poi ho finalmente capito che si svolge dall’altra parte degli Stati Uniti

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