Il fenomeno della canzone francese – che viene data ciclicamente per morta per potrene poi celebrare il presunto ritorno – adesso si chiama Vincent Delerm. Che è figlio di quel Philippe Delerm che vendette una montagna di copie del suo libro La prima sorsata di birra. Famiglia colta, ventinove anni, laureato in lettere moderne con una tesi su Truffaut, Vincent ha pubblicato l’anno scorso fa il suo secondo disco Kensington Square, con grande plauso della critica. Le melodie sembrano antiche, gli arrangiamenti un po’ barocchi, la voce profonda e i testi particolari: è un disco che un po’ se la tira. I versi sono un esercizio continuo di name-dropping di cineasti, scrittori e musicisti, a cominciare dalla canzone che descrive la relazione di Delerm con una foto di Fanny Ardant. Ma sempre meglio che scrivere canzoni su Biagio Antonacci
Vanity Fair