Falli anche morde’…

Oggi mi rivolgo ai non toscani. I toscani mi capiranno. Il problema è l’immagine del toscano all’estero. Noialtri siamo costretti sempre a confrontarci con la macchietta del toscano che tanto diverte il mondo intero, a quanto pare. Dopo il successo di tutta una stirpe di bravi e meno bravi comici toscani, quello dei presentatori tv – Carlo Conti, Panariello, Pupo – ha definitivamente compromesso la questione. Per il mondo, noi siamo in alternativa aspiratori compulsivi di acche, o redattori del Vernacoliere (giornale celebrato ormai in tutto il mondo, e assai più che in patria, come Sofia Loren). Hai voglia a dirgli che le acche le aspirano i fiorentini, che noi sulla costa ci limitiamo a ignorarle, che i lucchesi non valgono, quelli sono sempre stati democristiani, che i livornesi passano il tempo ad accoppiarsi con le ragazze pisane e viceversa. Hai voglia a dirgli che il rigore e la solennità sobrie e un po’ passé del presidente Ciampi non restituiscono l’immagine esatta del popolo labronico. Hai voglia a dirgli che tra noi del mare e quelli del Chianti ci passa come tra un eschimese e un tuareg, anche se ci lega una solidarietà per il comune destino di giullari del mondo. Hai voglia a dirgli che non conosci un solo pisano che sia stato sulla torre pendente. E che Massa Carrara non è una città sola. Non c’è niente da fare: quelli ridono e pensano che tu stia facendo una battutona “delle vostre”: “sempre a scherzare, voi toscani”. Ecco, così stavamo messi.

Ci mancava Bettarini.

Vanity Fair

I panni sporchi