Noi stiamo qui e parliamo

Quando ci si occupa di televisione, anche poco, come me, bisogna sempre stare attenti a mantenere il senso della misura e a ricordare la distanza che malgrado tutto esiste ancora tra il mondo reale e quello che passa in tv. Tra le grandi notizie, serie, da prima pagina, e le piccole noiose e ripetitive vicende del teleschermo. Bisogna saper distinguere.

E insomma, noi siamo qui e parliamo, ma ormai da qualche giorno ci sono alcune decine di milioni di persone che sanno se Zack ha sparato o no a Mike Delfino e che cosa è successo al funerale di Rex. Sanno come Jack ha conosciuto sua moglie e se “gli altri” sono arrivati alla spiaggia o la notte è passata tranquilla. E ci sono decine di milioni di persone che sanno se Lynnette è stata assunta e se suo marito è sopravvissuto al cambio di vita. Sanno anche come possono diventare importanti nella vita – e nella morte – una cravatta arancione e un veccho computer Apple II. E poi sanno di chi è il bambino di Gabrielle e Carlos – forse – e qual è il nuovo drammatico mistero che è calato su Wisteria Lane. Ma soprattutto – tenetevi forte – c’è un sacco di gente al mondo (dall’altra parte del mondo, soprattutto; ma anche in questa) che sa cosa c’è nella botola.

Ecco. Noi siamo qui ancora dietro a Tremonti e Fazio, e in America sono cominciate le seconde serie di Lost e Desperate Housewives.

Vanity Fair