Equilibrio

La prima cosa che si deve chiedere uno che vuole occuparsi di televisione e scriverne, è se la televisione gli piace. Già sono noiosi quelli che si vantano di non guardarla, la televisione, e che trovano in questo loro conformismo (in una sera media, gli italiani che guardano la tv sono una minoranza, ricordiamocelo) una ragione di esistere: ma quelli che si vede che la odiano e poi ne scrivono, sono ridicoli. Capisco che si debba campare, ma ci sono anche altri lavori. Se un buon libro è tanto meglio, leggete un libro e lasciateci guardare l’Isola dei famosi.

A me la televisione piace, in generale. So capire che è un mezzo, e non un messaggio (la solita citazione mcluhaniana, nella sua assolutezza, è una cretinata: il mezzo è in parte il messaggio): in televisione passano cose belle e cose brutte, e passano anche cose che non sono “la televisione” (i film, per esempio), confermando che si tratti di un mezzo.

E comunque penso che sia vero che certa televisione peggiora chi la guarda, ma la colpa non è della televisione, ma di chi la fa. Anzi, è chiaro che quella televisione peggiora soprattutto chi la fa.

Ecco, dette tutte queste cose sagge, equilibrate, piene di misura e ragionevolezza, vorrei arrivare al punto.

Io sopra Domenica In ci passerei con uno schiacciasassi.

Vanity Fair