La rabbia e l’orgoglio no, vi prego

L’indulgenza relativista e vile sull’intolleranza islamista è impressionante, un complesso di debolezza pavido e incosciente. Si sta dimostrando che la frase voltairiana esibita in giro noiosamente per decenni – non la penso come te ma farò di tutto eccetera – era pura ipocrisia. Pensavamo che l’Europa, l’Occidente, fossero il luogo geometrico dei punti dove un giornaletto può pubblicare delle stupide vignette sulla religione senza rischiare niente di più di una critica alla mancanza di rispetto e sensibilità. Invece è diventata il luogo dove se si difende qualcuno da una lapidazione pare di disturbare. Va a finire che aveva ragione la Fallaci. Passi Piero Ottone, che se condannano a morte qualcuno dice di stare dalla parte del boia perché quello è colpevole, e che se la mafia fa ammazzare un ladruncolo che ha sgarrato dice di stare dalla parte della mafia, eccetera (immagino il commento di Ottone su Amina, palesemente rea di aver mancato di rispetto alla sensibilità musulmana: “mi dispiace cara Amina, ma tra te e i lapidatori io non sto dalla tua parte”). Ma ecco cosa scrive Enzo Bianchi sulla Stampa:

“Riesce difficile capire cosa si proponessero quanti hanno disegnato e pubblicato vignette irriguardose verso l’Islam e i sentimenti religiosi di milioni di uomini e donne in tutto il mondo: far sorridere? Ma come si può sorridere nel ferire un proprio simile in quanto ha di più caro? Esportare la libertà di stampa? Ma è come pretendere di esportare la democrazia con le bombe. Oggi sembra che molti in Occidente abbiano perso il senso del limite, soprattutto nell’ambito delle convinzioni etiche e religiose: affrancati dal regime di cristianità e relegata la religiosità a supplemento di valori da usarsi solo quando necessario, si ritiene che libertà significhi irridere quanti sono ancora saldamente legati a determinati principi.”

Bene. A cominciare dall’inganno logico su “esportare la libertà di stampa” (le vignette sono state pubblicate in Danimarca da un giornale danese, paese dove la libertà di stampa esiste da un pezzo, grazie al cielo; casomai è Bianchi che sta proponendo di importare l’intolleranza e la censura), l’articolo di Bianchi è una cosa da pazzi: “Certo, anche nelle reazioni vi sono limiti che son stati varcati”.