Siamo oltre

Stavo per scrivere una lode dell’inedita inventiva dimostrata a Sanremo nella scelta degli ospiti da associare ai cantanti, quando sono stato stroncato dal pazzesco monologo di apertura di Panariello. Non parlo dei fallimenti comici (la proiezione di un titolo su Povia che ancora in molti si stanno chiedendo perché dovesse far ridere, o la informe battuta su Cofferati cinese, che doveva evidentemente tentare di bilanciare quella su Berlusconi successiva). Parlo dell’avere esibito – nel 2006 – una tirata demagogica e provinciale sui cinesi a base di battute sulle bacchette e sui funerali che non si vedono – nel 2006 – e di indignazione contro il fatto che la Cina tolga lavoro alla nostra industria calzaturiera (persino il pubblico dell’Ariston pareva sgomento), nei giorni in cui protestiamo contro il retrogrado protezionismo francese.

E meno male che c’è Sabelli che vigila. Sarà il primo a cadere fucilato sul lungomare, quando arriverà la rivoluzione