È l’unica cosa su cui sto con Christian Rocca in questi giorni, e me la tengo stretta: è impossibile non dargli ragione quando spiega come siano strumentalmente equivoche ancora oggi le versioni di alcuni giornali italiani sul vecchio caso Plame-Miller-Rove-Libby. Alludere ovunque a una responsabilità di Bush nella “fuga di notizie”, lasciando intuire che si tratti dell’aver rivelato il nome di Valerie Plame, quando in realtà si tratta di tutt’altro, è nel migliore dei casi un ennesimo esempio della cattiva preparazione con cui diversi giornalisti di qui hanno affrontato la vicenda dall’inizio (non capendone niente – era complicata, in effetti – e sintetizzando bruscamente); nel peggiore, una paraculata imbrogliona
Camillo
