Repetita

“Lo squadrista Marco Travaglio scrive su Repubblica di ieri una sequela di falsità indegne, allo scopo di galvanizzare l’indignazione pubblica contro l’indulto. Il quale, improvvisamente, diventa anche responsabile del mancato risarcimento ai “caduti sul lavoro. Le malattie professionali. E i morti di amianto”. Di “mandare in fumo il maxiprocesso” contro i boss svizzeri e italiani dell’Eternit. Ma l’indulto non può mandare in fumo alcun processo. Ancora: “grazie all’amnistia di 5 anni, annunciata per la ripresa autunnale, non verserebbero nemmeno un euro alle vittime e ai loro familiari”. L’amnistia autunnale è sulle ginocchia di un Giove molto lontano. Quale siano per esserne la portata e le misure connesse è del tutto ignoto. E l’indulto non c’entra niente, nè può toccare i risarcimenti. (Il malaugurato occhiello dell’articolo dice: “Con l’indulto i parenti non vedranno un soldo”). L’articolo -che fa dire agli avvocati di parte civile, i quali avranno le migliori intenzioni, le cose più spericolate, come che “I proprietari hanno avuto la garanzia che entro l’anno arriverà anche l’amnistia”, beati loro: dopo sedici anni che i detenuti aspettano invano e i papi anche- è una bassezza, maggiore perchè prende a pretesto le attese dei familiari di “caduti sul lavoro e morti di amianto”.”, Adriano Sofri, Piccola Posta

Il Foglio