Non sono tanti quelli che hanno avuto l’occasione e la fortuna (io ebbi una casuale dritta da un amico ben informato) di aver visto nelle sale un film che si chiama Only the strong survive, nella sua frettolosa programmazione in cinemini post-d’essai di un paio di anni fa. È un documentario sulla scuola soul di Memphis – in particolare su quell’istituzione discografica che fu la Stax Records – in cui compaiono giganti come Wilson Pickett, Isaac Hayes, Rufus Thomas, Ann Peebles e altri personaggi che sarebbero straordinari anche a prescindere della loro musica. Ne parlo perché magari ricapita in un cinemino dalle parti vostre e non avete un’idea di cosa sia, ed è fantastico. E anche perché – prendendo le misure ai formati internazionali dei DVD – potete comunque comprarlo su Amazon.
Mi è tornato in mente in associazione mentale con questa fantastica serie di film sul blues prodotta da Martin Scorsese che sta andando in onda la domenica sera su Cult. Sono sette, e siamo alla quinta. Le ultime due puntate hanno la regia di Mike Figgis e di Clint Eastwood, di cui si conoscono già i deboli musicali, e che ha voluto occuparsi del pianoforte. Meno videoclip scemotti, più concerti e documentari di musica (c’è un repertorio sul mercato immenso e trascurato) sarebbe una buona politica, per una delle mille reti satellitari che si dicono musicali.
Vanity Fair
p.s. l’attento EmmeBi mi segnala che mi sono perso la trasmissione di “Only the strong survive” su RaiTre
p.p.s “su amazon.de c’è la versione region code 2 PAL. Fabrizio”