Non ho mai fatto questa obiezione per non essere sospettato di aziendalismo, ma insomma. Il gruppo L’Espresso ha delle radio (e due tv), come si sa. I giornali del gruppo L’Espresso dedicano non solo una grande pubblicità “a pagamento” alle radio del gruppo L’Espresso, ma anche una gran mole di articoli celebrativi: marchette aziendali, come molte altre. Si potrebbe discutere dell’obiettività dell’informazione e del giornalismo e del conflitto di interessi, ma questi sono temi che si sollevano solo contro i Tg Mediaset, e poi siamo uomini di mondo, no?
Però, quando oggi leggo sul Corriere che nei dati Audiradio (della cui attendibilità sono il primo a diffidare, ma quelli abbiamo) RadioDue è cresciuta del 29%, e nel boxino di Repubblica non solo questo dato è ignorato in favore della solita esaltazione su misura delle radio del gruppo, ma è disegnata anche una classifica in cui compaiono solo le radio espresse e altre due private (trascurando i dati delle altre), mi sembra che si esageri con la paraculaggine.
(Per capirsi, è come se la Padania pubblicasse la classifica delle serie A come segue:
Inter 24
Atalanta 16
Udinese 13
Milan 7
Ascoli 4
Chievo 3)