Nella classifica delle cose che eccitano di più i giornalisti pigri, il sesso sta sempre al primo posto e internet al secondo (al terzo: fatti di sangue in famiglia). Si può capire che la storia dei due liceali che hanno fatto del sesso (orale: aggettivo appropriato per una vicenda scolastica) e si sono fatti riprendere da un telefonino non potesse che scatenare le superficialità peggiori. Purtroppo, del legame con internet non c’era nessuna evidenza, e quindi alcuni dei giornalisti che hanno riportato la storia – che a scuola erano i primi della classe – sono stati costretti a usare formule come c’è chi assicura che il video è ormai su internet. In altri casi la ragazzina consenziente (e a quanto si legge tuttora lieta di aver consentito) è diventata nei titoli violentata. Traspare anche la nostalgia che deve aver colto i redattori al momento di raccontare che tutto era avvenuto sulla cattedra: strano che la storia non sia stata illustrata da foto vintage di La liceale ci sta con tutta la classe, cose così. Fermo restando che nessuno di noi genitori vorrebbe che sua figlia facesse esperienze del genere così presto, e in questo modo, rimane tutta da capire la rilevanza giornalistica del fatto. Nella 1