La storia di Rignano induce a molte riflessioni e molte cautele assieme. Quello che c’è oggi sui giornali è impressionante per quanto confonde ulteriormente le idee e sovverte gli schematismi sui buoni e i cattivi. Mi pare che molti commentatori inclinino già a grandi dubbi sull’attendibilità delle accuse. Aggiungo una considerazione. Se leggo queste storie dimenticandomi per un momento della mia esperienza di padre di bambina di quattro anni, alcuni dei racconti dei bambini di Rignano mi impressionano e mi sembrano in effetti sintomo di qualcosa di storto. Poi appoggio il giornale, sollevo lo sguardo e penso alle cose che dice ogni giorno Emilia, alle storie che si inventa, agli scherzi che ci fa, ai nomi che dà alle persone, al modo curioso che ha di riferirsi ai punti del corpo (ieri ha disegnato una giraffa e le ha voluto fare la “pia”, esattamente come i bambini di Rignano hanno disegnato la maestra con la “patata”). E spero non venga mai trascritta per i giornali: potrebbe farci arrestare tutti
Infrastrutture e oculistica