Per molti inviati dei grandi quotidiani in una capitale importante funziona così. All’inizio vanno in giro, cercando di conoscere il paese che li ospita, e di trovare delle storie interessanti per i lettori italiani. Le propongono alle redazioni centrali, che nella maggior parte dei casi dicono che non interessa. Però hanno visto, al giornale, un articolo pubblicato su un quotidiano di laggiù che sarebbe bello riassumere. E così l’inviato fa il riassunto: qualche volta cita la fonte, qualche volta no. Dopo un po’, l’inviato stesso capisce il meccanismo e la mattina legge ben bene tutti i titoli dei quotidiani del paese in cui si trova: poi si sente al telefono con la redazione centrale, e propone quelli che gli sembra possano andare. Loro sentono che ne ha scritto un importante giornale straniero, e consentono a pubblicare quella storia: il riassunto, insomma. E benché internet e la maggiore frequenza con la lettura della stampa straniera abbia un po’ complicato le cose, dopo un po’ si trova una consuetudine.
Eppure succede che uno dei programmi più importanti della BBC mandi in onda un’inchiesta dal titolo Sex crimes and the Vatican, il 1 ottobre scorso. Qui ne parla solo qualche piccolo blog. Ne scrivono i giornali inglesi. Qui, niente. Passano i mesi, niente. Nessun programma tv italiano ritiene sia interessante. Adesso, otto mesi dopo, qualcuno l’ha tradotto e messo online, ed è diventato una bomba. Forse bisogna rivedere il meccanismo
Vanity Fair