I gelati sono buoni però costano i milioni

Ci sono due atteggiamenti opposti ed entrambi sbagliati con cui si può giudicare la lettera di un gruppo di senatori che hanno formalmente richiesto di poter trovare del gelato alla buvette di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Uno è quello di chi dice “che c’è di male? È la qualsiasi richiesta di un gruppo di lavoratori rispetto alla qualità della mensa aziendale: ben altri sono gli scandali”. L’altro è quello di chi dice “si vergognino, e vadano a lavorare, altro che gelati!”.

Sono entrambi sbagliati, appunto: perché sono entrambi veri, ma parziali e superficiali. Non c’è dubbio che non ci sia niente di scandaloso se in un paese democratico con un sereno rapporto con la politica e con chi rappresenta le istituzioni, alcuni senatori perdono dieci minuti a chiedere di poter avere un piccolo servizio in più presso il loro posto di lavoro. E quindi non si esageri con la facile demagogia e l’indignazione in servizio permanente, anche per le sciocchezze. E però si dà il caso che in Italia l’intolleranza delle persone nei confronti di sprechi e inefficienze della classe politica stia raggiungendo in queste settimane livelli sensazionali, di cui si discute ogni giorno. E allora, in questa situazione, una richiesta del genere non è tanto sfacciata, o vergognosa (per quanto che si tratti addirittura del capriccio di un gelato, piuttosto che di una corretta cottura dell’arrosto non aiuta). È stupida. È una richiesta incosciente e stupida. È una provocazione. È la sventata esibizione della totale indifferenza nei confronti dell’”effetto che fa”. E l’unica cosa peggiore di una classe politica viziata e pigra, è una classe politica viziata, pigra, e stupida.

Gazzetta dello Sport