Orgoglio e dignità

Oggi il Foglio pubblica in prima pagina una non nuova celebrazione di Ann Coulter, esagitata giornalista americana divenuta popolare presso i reazionari di laggiù perché la pensa come Giovanardi ma è figa e più spiritosa.

Oggi però il dettaglio interessante è che l’argomento del nuovo libro della Coulter raccontato dal Foglio è nel suo titolo “Se i Democratici fossero intelligenti, sarebbero Repubblicani”. Che in effetti è un’idea semplice ed efficace, e legittima. Però adesso non vorrei sentire più dalle stesse pagine la vecchia solfa vittimistica sulla pretesa superiorità-culturale-della-sinistra (barra morale barra antropologica), che si basa sull’obiezione allo stesso concetto. A sinistra molti pensano che se uno è intelligente è di sinistra: bene, questo è del tutto normale. Perché come è normale avere molti dubbi sulle cose, è normale anche avere delle convinzioni, per quanto elastiche. Sarebbe quindi sciocco non ritenere quelle convinzioni, frutto di ragionamenti e analisi, più sensate e intelligenti di quelle opposte: “superiori”, già. Se io penso di essere molto più intelligente di uno che va a bruciare i rumeni (questo mi sarà consentito, no?), non si capisce perché non devo pensare di essere un po’ più intelligente di uno che non vuole pari diritti per gli omosessuali; eccetera.

L’accusa alla sinistra (parlo della sinistra come valori, non le persone che stanno nel centrosinistra italiano avendo perso la bussola) di ritenersi “migliore” si spiega da sempre con un complesso di inferiorità delle persone di destra che la sostengono, e dalla percezione che – per le ragioni che volete – i valori di sinistra hanno prodotto nella storia cose assai più efficaci che non quelli di destra (lo stesso cristianesimo, prima che ne facessero chiese, è una cosa piuttosto di sinistra). Io invece non mi sento offeso o discriminato dalla battuta di Ann Coulter: la trovo anzi, ripeto, un modo efficace e non ipocrita di definire il suo pensiero

Il Foglio