La campagna elettorale questa settimana è andata così.
La senatrice Binetti del PD ha detto che lei una legge a favore delle unioni civili non la voterebbe mai. Poi ha detto che no, quell’intervista la rinnegava, e resta fedele al programma del PD, unioni civili comprese.
Il generale Del Vecchio, candidato con il PD, ha detto che gli omosessuali sono inadatti alla vita militare. Poi ha scritto una lettera per dire che non l’aveva detto e che lui ha rispetto per ogni scelta e che solo in certi contesti ha ritenuto dislocare altrove i militari anche per garantire loro serenità.
Il ministro dell’Interno Amato ha detto che non era da escludere un rinvio delle elezioni per dare pari diritti alla lista della DC se reintegrata dai tribunali. Se ne è discusso tra l’agitazione e il panico per 24 ore, poi è rientrato tutto. Si vota il 13 aprile.
Silvio Berlusconi ha detto di essere preoccupato di non poter governare con un presidente della Repubblica che sta dall’altra parte. Il giorno dopo ha spiegato che non c’entra niente Napolitano, con cui ho un ottimo rapporto e a cui porto affetto e stima che so essere condivise”.
Poi Berlusconi ha anche detto che dopo le elezioni ci si poteva accordare tra maggioranza e opposizione ma dopo poche ore lo stesso Berlusconi ha smentito: era un pesce d’aprile, creato da alcuni giornalisti.
E si potrebbe andare avanti. Ed è così ogni settimana. Il problema della politica e dell’informazione sulla politica non è tanto che sia tutta parole e niente fatti.
È che le parole non erano vere.
Gazzetta dello Sport