Ho un bambino che ha cominciato a leggere attentamente i giornali. La sera a cena ci riferisce delle cose che ha letto, e la cosa strana è che non riusciamo a distinguerle da quelle che raccontava quando si era fissato con li libro del Guinness dei Primati. Sono quasi tutte storie assurde, esagerate, e definitive. Allora noi cerchiamo di spiegargli che le cose che legge sui quotidiani non sono sempre vere, non sono sempre esatte, non sono sempre così sicuramente eclatanti. E così cambia anche il nostro rapporto con le notizie, il nostro modo di vederle.
Voi che rapporto avete, a questo punto, con le notizie sui quotidiani? Vi faccio un esempio. Due giorni fa è uscita su molti giornali italiani questa storia. Un operaio nordcoreano era morto di fame su un’isola russa dove era stato lasciato a controllare un impianto di taglio di legname perché la sua ditta si era dimenticata di lui. Storia tremenda, che il lettore si figurava man mano che leggeva, malgrado la brevità e la povertà delle informazioni. Due soli nomi, quelli dell’isola di Sachalin e del villaggio di Nish. Nient’altro sulla società, né sul morto e sul suo compagno trovato vivo. Così uno si ferma e pensa: ma sto guardando un film o leggendo il giornale? È una notizia su un quotidiano o una copertina della Domenica del Corriere?
E magari è vera, oppure magari è più complessa, va’ a sapere. Ma a me quando leggo storie così, vengono delle domande. Guardo su internet, e la trovo solo sui siti italiani. Con Nish e Sachalin non c’è, e nemmeno cercando Sakhalin, con la kappa.
Insomma, magari è vera, ma è strana. Ma soprattutto, a casa mia non leggiamo più i giornali come una volta, soprattutto sulle piccole cose, la cronaca, le brevi, le storie bizzarre. Gli strano-ma-vero, ma nemmeno tanto vero.
Gazzetta dello Sport