Il Partito Democratico

A leggere i giornali, c’è una questione su cui il Partito Democratico è fermamente e orgogliosamente combattivo e compatto da mesi, quella in cui più dimostra una posizione convinta e irremovibile, e l’intenzione di conseguire un risultato. Non è il lodo Alfano, su cui le opposizioni più radicali sono state appaltate a Di Pietro. Non è l’affare Alitalia, su cui il PD ha a lungo tentennato: e quando è riuscito a occuparsene proficuamente non ha saputo spiegarsi e non si sa se Veltroni abbia convinto Epifani o D’Alema abbia convinto Colaninno. Non è la crisi della finanza mondiale, su cui nessuno ha un piano chiaro, ci mancherebbe l’avesse il PD. Non è la questione dei rifiuti, in cui Berlusconi è passato da salvatore davanti allo spaesamento del centrosinistra. Non è la scuola, e non è il lavoro pubblico: Gelmini e Brunetta imperversano, e si riesce solo a sperare che si diano malati. Non è la riforma della legge elettorale, passata in cavalleria fino a quando sarà troppo tardi.

A leggere i giornali, il Partito Democratico ha una prioritaria e decisiva battaglia da combattere, e non molla l’osso: la nomina di Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione di Vigilanza Rai. Mai un dubbio, mai un’apertura, mai un cedimento alla trattativa. Ci sono cose su cui non si scende a patti: valori condivisi, soglie di civiltà, quelle cose lì. Leoluca Orlando alla Vigilanza Rai.

Ora, voi potreste commentare che è solo un’apparenza: sono i giornali ad esaltare la questione perché ai giornali piacciono le beghe Rai e televisive in genere (infatti, niente ha dato al PD tanto spazio in pagina in questi mesi come la pretesa battaglia Red TV contro YouDem: roba forte). Sono i giornali, ma alla gente normale non gliene frega niente, direte voi. E forse avete ragione. Ma se la gente normale è curiosa di sapere cosa succeda nel PD, e verso quali obiettivi si stia muovendo, non può che leggere i giornali. E i giornali questo spiegano: il PD non cede, non arretra, e porterà Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione Vigilanza Rai. Gli elettori dormano tranquilli.

Ok, accantoniamo ironie e spiritosaggini. E parliamone seriamente. Ma il parlarne seriamente si riduce a una semplice e condivisa domanda. Che è: perché? Perché tante energie, tanto investimento, tanto muro-contro-muro? Qual è la posta in gioco, la parte che ci sfugge? Cioè, è la presidenza della Commissione di Vigilanza Rai, d’accordo: un ruolo rilevante nelle istituzioni e in un’informazione dominata dai comunicati televisivi. Ma è anche un ruolo che implica di fatto la quotidiana trasmissione di note alle agenzie in cui si protesta sul conteggio dei minuti concessi all’opposizione al telegiornale, e poco più. C’è bisogno di Leoluca Orlando? Bisogna proprio impuntarsi? Oppure le responsabilità della carica sul campo radiotelevisivo sono assai più grandi, ma allora ci si chiede quali competenze vanti Leoluca Orlando, brava-e-degna-persona-per-carità, per ritenerlo l’unico adatto alla bisogna. E poi c’è anche un dettaglio che non dovrebbe essere irrilevante: Orlando non è neanche un uomo del PD. E il PD sta spendendo tutto se stesso e giocandosi tutti i suoi bonus di ottenere qualcosa da una maggioranza che non concede nulla, per ottenere un posto per un uomo dell’Italia dei Valori. Lealtà, direte voi. Direte: fronte comune nell’opposizione. Sarà, ma intanto Di Pietro prende a schiaffi il PD e Veltroni un giorno sì e uno sì, rosicchia tutto il rosicchiabile, muove i suoi carroramatini in Abruzzo, e al PD sono impegnati a piazzargli un uomo al sicuro.

Lo so: si dice che a Di Pietro non gliene freghi niente, di Orlando. Si dice anche che il Pd miri a tirarselo in casa, Orlando, una volta piazzato. Si dice che nessun altro è disponibile a restare con le pive nel sacco dopo tanta insistenza. Si dicono cose pettegole e poco belle, che non sono considerabili in una discussione seria dentro un partito serio.
E quindi la domanda resta quella: se la maggioranza dichiara ogni giorno di scordarselo, Orlando alla Vigilanza, si può sapere perché una battaglia persa sia divenuta di principio senza nessuna ragione comprensibile a chi la segue? Il PD ha brave e capaci persone che possono andare a dare un senso a quella carica, e che la maggioranza nella sua capricciosa prepotenza potrebbe accettare: quale livello di sbeffeggiamento delle proprie richieste deve raggiungere, prima di trattare e ottenere forse più di quello su cui sta puntando? E se invece lo ottenesse, quale perdita di contatto col mondo giustificherebbe un’euforia da grande vittoria politica? Un uomo di Di Pietro alla Vigilanza Rai? Wow.

Altre cose:

Un commento su “Il Partito Democratico

  1. Pingback: Perchè tanta ostinazione? « one match

Commenti chiusi