Titolo di Repubblica, tre giorni fa: “Non voterò per mia suocera”, si confessa il baby-genero Palin. Ma l’articolo spiega che il ragazzo non ha fatto in tempo a iscriversi alle liste elettorali, e che spera che la suocera vinca.
La stessa Repubblica ha inaugurato l’uso di dare le notizie anche se sono false, basta spiegare che sono false: sotto il titoletto “Notizie false” ieri stava una voce – e la sua smentita – sulla morte di Tom Cruise.
Alcuni quotidiani hanno raccontato di una ricerca commissionata dall’Unione Europea sui danni all’udito provocati dall’ascolto di musica con le cuffie. Benché la ricerca suggerisse motivi effettivi di preoccupazione, le sintesi sono state un po’ forzate. Un esempio solo: dove il testo parlava di una stima sui soggetti a rischio difficile da compiere per la limitatezza dei dati, e collocabile tra i due milioni e mezzo e i dieci milioni di individui in Europa, un articolo annunciava che “quasi 10 milioni di europei rischiano danni permanenti all’udito, più di un milione solo in Italia” (il testo originale non fa menzione specifica dell’Italia).
Un’indagine dei servizi segreti americani è al momento dell’opinione – salvo nuove testimonianze – che nessuno abbia gridato “ammazziamolo” rivolto a Obama, durante un comizio di Sarah Palin.