Maschera, toccano…

Le anteprime per la stampa dei nuovi film sono sempre più faticose. Finora bastava arrivare all’ultimo momento e andare via sui titoli di coda, per sfuggire al circo di commenti e considerazioni alate dei giornalisti cinematografici: quasi tutti fedeli al personaggio che in “Io e Annie” sta in fila dietro Woody Allen e viene sgridato da Marshall McLuhan. Adesso il terrore della pirateria ha introdotto misure di sicurezza degne del G8, e qualcuno comincia a sperare in un’incursione del black bloc. Le anteprime vengono organizzate per ottenere che i giornalisti scrivano del film per tempo, e averne pubblicità. Ciò nonostante, nel timore che attempate signore che videro già l’anteprima di “Via col Vento” e critici che fanno fatica a trovare il tasto di accensione del computer riprendano la proiezione col loro telefonino, vengono assoldati degli agenti della CIA in pensione muniti di metal detector o buste sigillate in cui introdurre il cellulare fino a fine proiezione. In altri casi, l’agente della CIA sta in sala, e se una giornalista riceve un SMS dalla babysitter che dice “signora, il bambino è caduto dal balcone, che faccio?”, l’agente si avvede di un luccichio nel buio e urla – nel silenzio attento della proiezione – “Spenga! Spenga!”, come quando ordinava “Parla!”, ai vecchi tempi a Guantanamo.
Se solo il giornalista non fosse a sua volta terrorizzato di essere escluso dalla prossima anteprima del film di Boldi, ci sarebbe già stata una rissa.