Notizie che non lo erano

Il Giornale aveva scritto che Anna Finocchiaro del PD avrebbe iscritto le proprie figlie a una scuola privata. La notizia era stata citata anche nella lettera di un lettore al Venerdì. Ma era falso, l’interessata ha dovuto smentire.
Ieri Repubblica titolava la pagina sull’arresto di quattordici presunti terroristi islamisti a Bruxelles “Un kamikaze contro il vertice europeo” (virgolettato, inesistente nel testo dell’articolo). Ma nell’articolo ci sono molti “forse” e “sarebbe”, e leggendo altre fonti si conferma che la polizia è intervenuta alla vigilia del suddetto vertice per prudenza (“se fosse successo qualcosa ne saremmo stati responsabili”), ma che – parole della responsabile belga – “non c’è nessun elemento per dire che quello fosse un obiettivo” (e solo che “non possiamo escludere completamente che il Belgio o l’Europa potessero essere un obiettivo”). Da qui a quel titolo, come si vede, ce ne corre.
Tutti I giornali hanno riferito poi che il Ministro dell’Interno Maroni ha detto – da New York dove si trovava – che quegli arresti e i due compiuti a Bari un mese fa per immigrazione clandestina sono “collegati”, ma senza spiegare quale sia il collegamento: “due personaggi che adesso scopriamo essere legati a quelli del Belgio”, ha detto Maroni (uno degli arrestati di Bari è un imam belga).
Il deputato della Lega Matteo Salvini non riusciva più a usare il suo account di Facebook, e quindi ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero delle Telecomunicazioni. Questa è vera.