Chi se ne occupa?

Il silenzio dei giornali e dei media tradizionali sull’emendamento D’Alia – che impone folli regolamentazioni sui contenuti di internet – fa sì che oggi non siano ancora informati delle sue conseguenze due attori rilevanti dei casini che ne deriveranno: gli imprenditori e tutti quelli che fanno business in rete (o che hanno in rete una parte del loro business) e la magistratura che finirebbe per doversene occupare, con una discrezionalità proporzionalmente inversa alle sue competenze.
Mi pare di sentire che tra i primi stiano cominciando a circolare ansie e preoccupazioni fondate: forse anche tra i giudici sarebbe il caso di metterci un po’ la testa e la voce. Certo, sarebbe più facile se i giornali gliene parlassero. E forse anche il PD dovrebbe investirci un tentativo di capire e di mettersi di traverso.