Notizie che non lo erano

Il più classico degli incidenti per il giornalista musicale è la scaletta sbagliata del concerto. Mi spiego: il giornale chiede all’inviato al concerto di scrivere l’articolo in tempo per andare in stampa. Rimandare al giorno dopo non si può, per paura di essere battuti dagli altri quotidiani. Ma il concerto finisce molto tardi, e allora il giornalista è costretto a raccontarne solo l’inizio e poi inventarsi il resto: gli viene in aiuto la scaletta del concerto che l’ufficio stampa gli ha fatto avere in anticipo, e così racconta della bellezza di questa esecuzione e della commozione dei fans per quel vecchio pezzo.
Il problema è che spesso il musicista non rispetta la scaletta, e improvvisa delle variazioni. E così, il giorno dopo sul quotidiano si legge di canzoni che nessuno ha ascoltato la sera prima. Non è colpa del giornalista, ma dell’ansia da prestazione dei suoi capi. Questa settimana, è capitato a Repubblica con il concerto romano di Bruce Springsteen (che non ha suonato “Because the night” e un altro paio di canzoni previste in scaletta).
Tutti i quotidiani hanno titolato domenica sull’ipotesi di un rinvio dell’apertura delle scuole, a causa dell’influenza suina. L’ipotesi era stata buttata lì da un sottosegretario, e subito negata da un ministro. Ma per i giornali vale più il primo, se la dice grossa. Non era vero, e le scuole ricominceranno regolarmente.
È solo un errore di calcolo invece quello della Stampa, che lunedì ha scritto in un articolo che l’Islanda sarebbe “grande come la Gran Bretagna e popolata 163 volte meno”: la Gran Bretagna è grande più del doppio.