Agile, alternativa e libera

Nell’equilibrata discussione sulla campagna pubblicitaria milanese per la mostra di Hopper, Serena mi segnala l’annuncio che l’aveva lanciata, deponendo a gamba tesa una pietra tombale sulle ragioni dei sostenitori.

Il luogo mediatico privilegiato sarà la strada e le persone comuni saranno protagonisti e testimonial dell’annuncio della mostra di Edward Hopper, pittore della vita quotidiana per eccellenza, attuando un esempio di decentramento creativo, rispetto agli standards, popolare e unico nel suo genere. Chiunque potrà esprimere il proprio amore per l’arte ed essere per la prima volta parte integrante di una campagna promozionale nata con e per i fruitori.

Una campagna originale anche nella scelta grafica del lettering del nome dell’artista, ispirata ai cartelli con i nomi delle strade americane, riprodotti sovente dallo stesso Hopper nei suoi dipinti.

I visitatori delle mostre di Palazzo Reale, come pure i passanti nel centro di Milano, saranno invitati a farsi fotografare su un set fotografico allestito in Piazzetta Reale e tra i tanti scatti realizzati saranno scelti i cinque soggetti più interessanti ed espressivi per essere utilizzati nella prima campagna di informazione della mostra. “Il mio artista preferito? Edward Hopper!” si leggerà sui manifesti nella città di Milano, da luglio a settembre; lo dicono e lo pensano le donne e gli uomini più diversi, immortalati sul set per testimoniare, con la loro immagine, che la mostra è davvero per tutti.
La campagna sarà ripetuta a Roma e tutte le foto scattate per la campagna saranno inoltre proiettate in mostra.

Lo shooting è previsto per venerdì 3 luglio dalle ore 10.00 alle ore 21.00, in Piazzetta Reale a Milano.
L’annuncio dell’iniziativa sarà diffuso anche in Internet e in particolare su Facebook. Una comunicazione agile, alternativa e libera, adatta alla natura dinamica della città di Milano e della sua vita culturale.

I protagonisti della campagna Hopper non percepiranno compensi economici.
A tutti i partecipanti, un coupon riduzione per la mostra.

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Un commento su “Agile, alternativa e libera

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