Molti quotidiani – la Stampa, il Corriere e l’Unità tra gli altri – hanno scritto la settimana scorsa che per la prima volta due navi commerciali avrebbero attraversato il “passaggio a nord-est”, ovvero la rotta artica a nord della Russia tra gli oceani Atlantico e Pacifico, grazie allo scioglimento estivo dei ghiacci accelerato dal riscaldamento globale. La notizia era stata data come tale anche da molta stampa internazionale, che aveva ricevuto un comunicato stampa dalla compagnia armatrice. Ma nello stesso articolo della Stampa, per esempio, un esperto di ghiacci polari parlava di “accessibilità sempre più frequente del Northeast Passage”, suggerendo al lettore che non si trattasse di una prima volta. E su internet, alcuni blogger hanno spiegato che altri viaggi commerciali su quella rotta erano già avvenuti nel secolo scorso (per non parlare di quelli esplorativi o “non commerciali”). Avevano avuto bisogno del disgelo estivo, e di un rompighiaccio in appoggio: esattamente come le navi tedesche di quest’estate. Il cui viaggio è stato comunque straordinario e rilevante nel dibattito sul riscaldamento globale (il primato vero potrebbe essere la riapertura simultanea del passaggio a nordovest, a nord del Canada, ovvero la possibilità di circumnavigare completamente il Polo Nord), ma non un evento “mai successo”. Allora la versione della compagnia armatrice è diventata “le prime navi commerciali occidentali a compiere questo viaggio”, e alcuni giornali hanno citato questa: ma a quanto pare c’è stato almeno un viaggio da parte di una petroliera finlandese nel 1997 sulla stessa rotta (sempre che la Finlandia non sia un paese orientale).
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