Notizie che non lo erano

Il nuovo sindaco di Atlanta è ormai quasi certamente (il distacco è piccolo, si farà un riconteggio) il candidato nero Kasim Reed. Sono state quindi un po’ avventate alcune previsioni fatte nelle settimane scorse, come quella che si legge ancora sul sito del Corriere della Sera: “Atlanta si appresta ad eleggere per la prima volta dal 1972 un sindaco bianco e donna”.
La settimana scorsa tutti i giornali del mondo avevano dato ampio spazio alla storia di una gang di assassini che in Perù uccideva le sue vittime per vendere all’industria cosmetica il grasso dei loro corpi. Era una storia macabra e suggestiva, ma era falsa. È stato rimosso l’ufficiale di polizia che l’aveva annunciata, lasciandosi ingannare da una vecchia leggenda andina ed esagerando una più ordinaria faida tra trafficanti di droga.
Diversi giornali hanno segnalato le polemiche nate dopo che in un concerto tedesco il cantante inglese Pete Doherty avrebbe intonato “un vecchio inno nazista”. In realtà i versi ritenuti legati al nazismo e quindi da allora rimossi appartengono a quello che è ancora oggi l’inno nazionale tedesco.
Il sito di Repubblica tre giorni fa ha dato molto spazio alla commovente lettera di un “giovane ciclista veneto” che annuncia di abbandonare lo sport perché disgustato dall’abuso del doping. La lettera è bella e forse vera, ma circola in rete almeno da un anno e non è mai stata firmata né circostanziata: bisognerebbe forse indicare di più la differenza tra un racconto vecchio e una notizia verificata.