Nel raid compiuto dall’aviazione yemenita tre giorni fa contro una riuinione di terroristi islamisti – in cui sono morte 34 persone – pare che non sia stato ucciso l’obiettivo più noto, come era stato annunciato. Le autorità yemenite e statunitensi avevano indicato tra le vittime l’imam americano sospettato di essere in relazione con la strage nella base militare di Fort Hood del mese scorso, ma nelle ultime ore la sua morte è stata smentita da diverse fonti.
Diversi siti internet, tra cui quello del Corriere della Sera, hanno pubblicato l’ennesima versione della storia “scoperta una civiltà di Atlantide”, questa volta nei Caraibi. Le fonti sono genericissime e anonime, e l’origine sarebbe un sito parigino in lingua inglese che ne aveva parlato venti giorni fa, che però ha poi negato di aver mai sostenuto si potesse trattare di Atlantide. Altri che hanno studiato le foto sgranate e confuse pubblicate dal sito hanno sostenuto che si tratta di immagini qualunque molto ingradite in modo da mostrare una trama che può essere qualsiasi cosa.
Spiegando ai lettori cosa sia esattamente l’esplosivo usato nel fallito attentato di natale sul volo per Detroit, il sito di Repubblica ha scritto che “costa appena 70 mila lire al chilo”. L’uso del prezzo in lire, alla fine del 2009, suona bizzarro. La spiegazione si trova cercando in rete, ed è comunque curiosa: tracce dello stesso esplosivo furono trovate tra i rottami di un Jumbo precipitato nel 1996. La cosa buffa è che allora Repubblica scrisse che costava 50 mila lire al chilo, mentre l’articolo del tempo da cui la frase usata oggi appare copiata tal quale era del Corriere della Sera: “Lo usano non solo il Pentagono ma anche le imprese di demolizione, costa appena 70 mila lire al chilo ed e’ simile alla nitroglicerina. Inventato un secolo fa, fu il principale esplosivo della Seconda guerra mondiale”.