Preso nella rete

Il direttore di Wired ha diverse ragioni per essere preoccupato del rapporto del ministro Romani con le nuove tecnologie:

“Siete giovani? Siete belle? Allora smettetela di molestare online Paolo Romani chiedendogli l’amicizia su Facebook! Perché non solo mettete in imbarazzo un uomo sposato con tre figli (“Quando il venerdì torno da mia moglie non so come spiegarle che quelle donne non le conosco”), ma quel che è più grave avvelenate l’idea di Internet del vice ministro delle Comunicazioni. Il quale infatti da qualche tempo sta cercando di suicidarsi su Facebook, ovvero di cancellare il suo profilo, senza successo pare. Giovedì scorso in un dibattito alla Camera dei deputati ho promesso a Romani un consiglio, un “tutorial” per aiutarlo ma prima consentitemi di dirgli che dopo averlo ascoltato sono preoccupato. Il suo imbarazzo infatti potrebbe benissimo restare confinato nella sfera privata se non rischiasse di avere effetti gravi sullo sviluppo della Rete in Italia, visto che Romani è “il ministro della banda larga” che ancora non c’è” (segue)

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