Mescolare prima dell’uso

Molte perplessità si sono accatastate nei miei pensieri, man mano che passavano i mesi, sulla sensatezza del progetto Partito Democratico. No, mi correggo: sulla sensatezza del farlo nascere senza soluzione di continuità sulle strutture e i funzionamenti dei due preesistenti partiti del centrosinistra. Probabilmente non si poteva fare altrimenti, ma altrettanto probabilmente gli esiti non potevano essere quelli sperati con quelle premesse.
Detto questo – bisognerà riparlarne e anche rifletterci meglio – bisogna anche constatare un successo di cui molti hanno diffidato per un bel po’, me compreso: il superamento della visibile separazione tra le eredità di quei due partiti. Franceschini sostenne un po’ troppo presto che fosse avvenuto, ma alla fine gli sparigliamenti delle primarie e l’attuale sonnecchiosa conduzione gli hanno dato ragione. Ci è voluto che i più capricciosi sbaraccassero, ma ora è un partito coi suoi casini, ma non due partiti che fingono di essere uno.
Vale la pena notarlo soprattutto nel momento in cui il partito unico del centrodestra sembra invece essere ancora indietro rispetto a questo obiettivo. Molto indietro.

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