Dai che un po’ alla volta

E allora – ha concluso il leader Pd – cominciamo da settembre, quando ricominceranno i talk show televisivi, a fare in modo che chi dirige i grandi meccanismi dell’informazione cominci a lasciar fuori un pò della vecchia generazione e a fare vedere un pò di facce nuove, così ci diamo una mano tutti

Nella ridicola gara di oggi a chi ha fatto di più per il ringiovanimento della sinistra senza spostarsi, Bersani ha detto la cosa qui sopra, che sono contento sia stata recepita, con due anni di ritardo (nel frattempo sono invecchiati di due anni tutti i citati a esempio).

Ricambiamo totalmente se non la dirigenza del partito – non arrivo a chiedere tanta banale ovvietà – ma almeno tutte le figure destinate alla comunicazione pubblica: che da Vespa e Floris ci vada Matteo Colaninno, ci vada Cuperlo, ci vada Alessia Mosca, ci vada Zingaretti, ci vadano i dirigenti di domani, che altrimenti non lo saranno mai, senza nessuna visibilità e autorevolezza pubblica. Vogliono D’Alema e Rutelli? D’Alema e Rutelli dicano no, grazie: e mandino Letta e Cuperlo (3 ottobre 2008)

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4 commenti su “Dai che un po’ alla volta

  1. piti

    Avevo l’impressione che Matteo Colaninno fosse di frequente in tv. Ma mi sarà solo sembrato.

    Comunque, l’effetto Sono-qui-sappiamo-tutti-perchè, con Colaninno è assicurato. Ecco, quell’effetto toglie molto di quel poco di sinistra che c’è nel PD. Passare dai soliti ai figli di, che bel menu propone la casa. Mioddìo.

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  3. scirocco

    Beh, la gara “a chi ha fatto di più per il ringiovanimento della sinistra senza spostarsi”, l’ha fatta solo Bersani.
    Prodi ha detto, giustamente: ragazzi, cacciateci, perché da soli non ce ne andiamo.

    Ossia, a quarant’anni suonati, i ‘giovani dirigenti del pd’ sono arrivati a farselo dire dai padri stessi, di decidersi finalmente a ucciderli.

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