Chi di leak ferisce

I difensori di Julian Assange protestano contro il Guardian che ha pubblicato i verbali dell’inchiesta svedese contro di lui

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.

Abbonamento mensile
8 euro
Abbonamento annuale
80 euro
Altre cose:

3 commenti su “Chi di leak ferisce

  1. amaryllide

    gli atti delle inchieste devono rimanere segreti non per coprire i crimini di guerra, ma per tutelare le inchieste stesse. Se un criminale venisse a sapere di essere sotto inchiesta, lei forse pensa che rimarrebbe ad aspettare la conclusione delle indagini per scappare? Certe raffinatezze del diritto sfuggono a chi ha una concezione berlusconiana della magistratura…

  2. johndoe

    Ok si deve dire che se uno ha violato le leggi, lo stato che persegue il reato non dovrebbe violarne altre.
    Ciò premesso, che questi protestino sulle rivelazioni di segreto di ufficio mi sembra davvero esilarante.

    Sta a vedere che il poliziotto o il magistrato che ha spifferato gli atti si trombava la vicina di casa. E senza protezioni per di più. Quando lo pescano lo incriminano per trombata non protetta, mica per rivelazione di segreti d’ufficio :-)

  3. Luca

    e quindi quali sarebbero i crimini di guerra nascosti nei cables delle ambasciate pubblicati in queste settimane, avvocato?

Commenti chiusi