Dove sei?
Wittgenstein è il blog di Luca Sofri, il fondatore e direttore editoriale del giornale online il Post. Forse sei qui perché conosci già il Post, o forse sei capitato qui per altri giri.
In questo secondo caso, e se Wittgenstein ti piace, potrebbe piacerti anche il Post: che è partito proprio da qui, e dal voler portare gli approcci di questo blog dentro a un progetto più grande.
Poi il Post è cresciuto ed è diventato anche altro: un progetto giornalistico che prosegue da oltre 15 anni, grazie a chi lo scopre, lo apprezza e lo consiglia in giro.
Leggi il Post, magari ti piace
A te come è sembrato? Già visto? Marco De Rossi
Grazioso, inutile.
Ho letto l’articolo di Merlo (e anche il romanzo di Richler). Io andrò a vedere il film, ma Merlo se l’è letto tutto, il romanzo? (“Troppo lungo”, lo definisce…) P.S.1: sarà anche un film bellissimo, ma dai trailer non mi pare che nel casting siano stati abbastanza fedeli al romanzo; anche sulla pretesa di sostituire Parigi (e il ruolo che la capitale francese aveva per gli intellettuali nordamericani negli anni 1950) con Roma (e la dolce vita della capitale italiana) avrei parecchio da ridire. Insomma, di primo acchito la pellicola sembra l’ennesimo film liberamente-tratto-da un bestseller. P.S.2: all’epoca della campagna pro-Barney di Ferrara, evitai accuratamente di leggere il Foglio (che, del resto, proprio non rientra nel novero dei miei quotidiani di riferimento), nel timore che il mio approccio al romanzo ne risultasse influenzato in negativo; l’impressione è che Merlo non abbia usato la medesima cautela e ora, con tipico vezzo italiano, attacchi il romanzo per attaccare Ferrara.
P.S.3: ok, è notte e ho inviato il mio commento con troppa fretta. Anche Merlo ha da ridire su Roma al posto di Parigi, gliene do atto. Rimane il mio fastidio per la difficoltà, manifestata in questi anni da tanta parte del giornalismo nostrano (ma non solo del giornalismo), a occuparsi di qualunque argomento, sia esso alto/basso, nazionale/internazionale, scientifico/religioso e via dicendo, senza mai approfittarne per attaccare un avversario. Posso essere d’accordo con l’asserzione che ogni cosa ha una dimensione politica, ma questa dimensione dev’essere per forza pari a quella di un asfittico pollaio situato nella periferia dell’emisfero occidentale?
@Gio
Secondo me La Versione di Barney è un capolavoro, niente di meno…:o)
Sono curiosa di vedere il film, ma anche fosse bellissimo, non potrà mai competere con la grandiosità del Barney su carta.
E’ uno dei libri che ha segnato la mia vita di (grande) lettrice.