Dall’Aventino al Flaminio

La consueta inevitabile premessa – sincera, sincerissima – è che io ho una grande stima per Rosy Bindi, e ne penso molte buone cose. Dopo la consueta premessa, però, c’è la assoluta certezza che un vicepresidente della Camera non può abbassarsi al disastroso livello di cialtroneria circense che nelle ultime settimane è stato toccato alla Camera dei Deputati. Bindi ha prima partecipato al coro “P2, P2” contro Cicchitto (per rendere realtà e non metafora la similitudine tra la Camera e una curva da stadio cosa serve ancora? I fumogeni?) e poi, dal banco della presidenza, ha ritenuto di rivendicare quel coro e ricordare ancora a Cicchitto i suoi pessimi precedenti.

Gli alibi svicolanti in questi casi sono due: uno è che – à la guerre comme à la guerre – i tempi fanno saltare le regole e costringono a resistenze altrimenti intollerabili. Alibi da cui Bindi ha già dimostrato di essere tentata spesso, e che prospera ormai in ampie impazzite parti della sinistra. Il fine giustifica i mezzi, hanno cominciato loro, eccetera. Ho commentato troppe volte la stupidità incosciente di questi atteggiamenti – io e molti altri, per fortuna – per doverci tornare.

Il secondo alibi è da bambini: “ma è vero che lui era della P2”. Come se la verità di ciò che si dice permettesse di dirlo in ogni modo e in ogni caso. Io domani vado alla Scala e durante il primo atto mi alzo e urlo “Cicchitto P2!”. Il Papa domani si affaccia al balcone e dice “e D’Alema era comunista!”. Napolitano accoglie il re di Spagna davanti alle telecamere e gli dice “stamattina ho fatto la cacca”.

Il “clima di imbarbarimento” non è una cosa che avviene sulle nostre teste: cresce e prospera a seconda di quanti ne partecipano. Non lo si può denunciare negli intervalli tra un urlo e un altro: soprattutto quando sei vicepresidente della Camera.

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16 commenti su “Dall’Aventino al Flaminio

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  2. johndoe

    Attendo con tristezza i commenti che, sotto tutte le sfumature, giustificheranno il comportamento della Bindi.
    E d’altra parte, quando da 2 giorni si discute sul fatto che sia lecito un appello al golpe su un quotidiano, che vuoi che sia svaccare un po’ mentre presiedi la camera?
    Diranno che, in ogni caso, è berlusconi che ha rovinato tutto, portando anche i migliori all’esasperazione.

    Il punto è che, se non dimostri che sei diverso e vai sul suo terreno, il berlusca ha già vinto.
    Quando anche domani tu governassi, sei diventato come lui…..tristezza…

  3. Francesco

    Occhio solo a non fare come i governi europei di fine anni trenta, che a forza di non farsi trascinare in una guerra alla fine hanno permesso a Hitler di partire con mezza Europa già in mano.
    E abbiamo almeno la legge sul conflitto d’interesse a testimoniare quanto sia proficua la strada del contrapporre il fair play all’hacking delle regole.
    Senza contare i modi ben più sostanziali in cui parti del PD hanno appoggiato le tesi di Berlusconi & co (in ordine sparso: ruolo del comunismo nella storia e in Italia, inappellabilità del primo grado, precariato e flessibilità, bipolarismo e maggioritario, importanza del leader sopra le idee…)

  4. Oznerol

    Soprattutto, cadono le braccia nel vedere ancora oggi, anno di grazia 2011, dei parlamentari che non sanno di cosa parlano – e non solo con riferimento all’aspetto, per molti di loro generalmente decisivo, giudiziario della vicenda.

  5. ilbarbaro

    Palla alzata per Renzi, vediamo se schiaccia e va a punto o se resta quello che abbocca ai pesci d’aprile di una a cui non ne è mai riuscito uno.

  6. francescorocchi

    Sono abbastanza d’accordo sulla premessa di Sofri, anzi, forse io sarei un po’ più severo: in tv raramente le sento fare ragionamenti che stiano in piedi.

    Però penso che inchiodare un piduista alle sue responsabilità non sarebbe una brutta cosa.

    E non sarebbe la stessa cosa che dire in giro che si è fatta la cacca. La cacca non è la partecipazione ad una loggia massonica segreta con scopi eversivi, che è molto peggio.

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  9. roberto alajmo

    Ho pensato le stesse identiche cose quando ho sentito delle grida “Scilipoti Munnizza!”.
    Noi siamo i buoni: dobbiamo meritarcelo.

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  11. reta

    che c’entra la cacca? per il resto cicchitto piduista come berlusconi va sempre detto chiaro e tondo. in tutte le occasioni. brava rosy

  12. spago

    Condivido l’osservazione sul commento della Bindy, meno la premessa. Mi associo a Francescorocchi, da anni alla Bindi non sento fare ragionamenti degni di tale nome. L’ultima volta che ho seguito una puntata di Ballarò c’era giusto lei, che è ospite fissa del club Floris, che paragonava la situazione italiana a quella tunisina: c’è una dittatura: dov’è la rivolta? Subito dopo c’ea una del Pdl che iniziava il suo intervento con “Silvio è un grande imprenditore..” Ho cambiato canale e ho ripreso a non guardare più Ballarò. La Bindi è “vecchia” nei modi, nelle parole, negli argomenti, nella visione del mondo, in tutto e per tutto, è noiosa, pesante, moralista. E si mette eda presidente della Camera a fare i cori P2 P2.. rottamiamola!

  13. Carlo M

    andrebbe precisato che neppure l’essere stati comunisti è la partecipazione ad una loggia massonica segreta con scopi eversivi.

  14. Hytok

    Il solito Luca a cui sta bene il governo berlusconi, e la distruzione delle istituzioni in atto non fa un baffo. Te lo meriti B., Luca.

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