I ricordi appannati di D’Alema

Certi giorni, anche l’efficacia delle battute – l’unica indiscutibile qualità di Massimo D’Alema tuttora spendibile sul piano pubblico – gli viene meno, forse quando vuole esprimere i suoi risentimenti e non trova argomenti efficaci. Così ieri D’Alema ha detto una balla colossale (se è vero quel che i giornali gli attribuiscono), di cui è notoriamente vero il contrario.

«Renzi fa il sindaco di Firenze. Fossi in lui sarei grato al partito che glielo ha consentito»

Ora, come tutti sanno, il PD nazionale ostacolò in ogni modo la candidatura di Renzi, appoggiò altri alle primarie e digerì a malincuore la sua vittoria. Il più grande successo di Renzi fino a oggi fu, e lo sanno tutti, avere vinto a Firenze malgrado il PD. Se D’Alema vuole davvero parlare di ciò che il PD allora “consentì”, dica oggi cosa pensa di quella opposizione e dei suoi esiti.

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19 commenti su “I ricordi appannati di D’Alema

  1. ilbarbaro

    Diciamola tutta: Renzi ha potuto fare il sindaco a Firenze perché ha potuto candidarsi a guidare un partito che gli ha offerto la possibilità di farlo attraverso le primarie e che lo ha appoggiato anche materialmente dopo averle vinte. Renzi, invece, ha sempre sputato nel piatto in cui continua a mangiare. D’Alema è D’Alema e non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, ma Renzi lo frega su tutta la linea.

  2. layos

    D’Alema ha, al solito, ragione su tutta la linea. E’ un uomo terribilmente antipatico, ma forse anche perchè ha quasi sempre ragione.

    Renzi si è potuto permettere, come dici tu, di sfidare la volontà della segreteria centrale del partito proprio perchè sta in un partito in cui questo è ammissibile. Se fosse stato nel PDL e avesse osato sfidare via dell’Umiltà sarebbe finito nel “gruppo misto”. Fini, Pisanu, Musso a Genova e tanti altri che hanno osato ribellarsi al padrone sono passati da star della coalizione ad esiliati ed appestati.

    Quindi Renzi, come prima cosa, dovrebbe giocare per la squadra in cui gli è stato permesso di giocare e vincere, non per se stesso (e questo lo dico pur riconoscendogli svariate fondate ragioni anche se un po’ di bussola, come rileva ultimamente anche Pippo Civati, inizia a perderla).

  3. Francesco

    Concordo più o meno coi commenti precedenti:
    Firenze non è Milano (dove ha indiscutibilmente vinto il candidato sindaco del PD) e, forse per l’idea di una vittoria scontata, le primarie sono state più combattute delle comunali, con l’effetto di lasciare più rancori che voglia di collaborare per obiettivi comuni; però quello che a Firenze “sanno tutti” è una balla più grossa di quella dalemiana: se Renzi avesse vinto contro il PD, questo starebbe all’opposizione, come è ovvio.
    Non solo: dire che il PD abbia fatto il possibile per impedirgli di candidarsi è una balla davvero colossale (infatti lo ha candidato!), tutto il possibile significa semplicemente non fare primarie e nominare un altro, invece il PD ha scelto di permettere a chi possa ottenere la fiducia dei propri elettori di essere candidato al posto delle persone preferite dai vertici.

    Può essere vero che Renzi è stato candidato dal PD nonostante i dirigenti nazionali del PD, non che sia stato eletto “nonostante il PD”, questo perché i dirigenti nazionali non sono il PD, sono solo i dirigenti nazionali e, come in ogni organizzazione democratica, hanno il compito di prendere alcune decisioni, non un potere assoluto (e infatti alle volte il PD fa il contrario di quello che vorrebbero, tipo candidare Renzi). Quella è FI, non il PD, sarebbe carino che fuori dalla redazione di Libero (e simili) si cominciasse a capirlo.

  4. Carlo M

    a prescindere dal fatto che nello specifico abbia ovviamente ragione d’alema, volevo dire che spesso ho cercato l’aggettivo giusto per descrivere renzi, e ieri finalmente d’alema me l’ha dato: “loffio”.

  5. pifo

    Nell’attesa che D’Alema accolga l’invito di Sofri possiamo accontentarci di leggere cosa “ricorda” Civati a riguardo della Leopolda prossima ventura e della particolare reazione allergica della quale Renzi sembra essere vittima quando si trova a discutere, all’interno della sua stessa organizzazione, con posizioni ed esperienze un po’ distanti dalle sue medesime.

  6. propositionjoe

    Renzi e D’alema son più simili di quanto credano, forse x qsto non si digeriscono

  7. liczin

    Non credo che a Firenze il Renzi avrebbe fatto il presidente di provincia e poi il sindaco se il PD non gliel’avesse lasciato fare (semplicemente non mettendogli contro candidati forti).
    Firenze è la città in cui in tempi di uninominale venivano eletti per il centrosinistra Lamberto Dini e Vittorio Cecchi Gori. L’elettorato PD fiorentino è abituato a turarsi il naso ed eleggere democristiani…

  8. Massimo

    Mah, la contrapposizione Renzi vs D’Alema non mi appassiona, soprattutto perché quest’ultimo è, in prospettiva, fuori dal gioco politico. Renzi ha delle posizioni che fanno arrabbiare la sinistra più intransigente e vicina alla CGIL, che vede invece in Vendola il suo attuale pupillo per il futuro. La sinistra deve però decidersi, o vincere con un personaggio “alla Renzi” che sappia pescare voti non solo a sinistra ma anche tra i delusi del PdL/Centro o perdere ancora, ma gloriosamente, con Vendola e l’unità a sinistra. Della soluzione “Bersani come Prodi” penso tutto il male possibile, Berlusca a parte.

  9. albertog

    La frase di D’Alema mi pare legittima, se “consentito” voleva indicare non un permesso accordato dall’alto, ma un’occasione fornita. Quello che manca è secondo me l’indicazione di una gratitudine reciproca, rispetto a un’esperienza che per come era cominciata era di rinnovamento anche per il Pd. Bisognerebbe allora capire se si tratta di un’occasione persa e perché. Forse questa riflessione ci si aspetterebbe da D’Alema.

  10. suro

    Se vogliamo essere precisi, doveva dire:
    “Fossi in lui sarei grato alle scelte miopi della dirigenza dalemiana del PD fiorentino che ha indebolito il candidato migliore spianando la strada a quello più spregiudicato”

  11. Luca

    Salvo albertog, mi pare che nessuno presenti argomenti convincenti a sostegno della ricostruzione di D’Alema: poi gli antipatizzanti di Renzi – come quelli di D’Alema – sono parecchi, e questo è un dato.

  12. sandro

    Non escluderei questo senso: “Avremmo potuto farti la guerra anche come sindaco”.
    Uno spararsi alle palle? Certo, perche’ cosa sta facendo i post pci dei Democratici da qualche anno a quersta parte?

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  15. ilbarbaro

    @Luca
    Il commento va letto così: nessuno sembra essere d’accordo con me circa l’interpretazione offerta della battuta di D’Alema, ma siccome il pallone è mio me ne vado a casa e lo porto via.
    A meno che, e non è improbabile, abbia letto i commenti a un altro post, magari in un altro blog, che so quello di Camillo o di Facci. No, il primo è talmente preso di sé e della sua avversione alle critiche da averli impediti e il secondo… nemmeno vale la pena parlarne.

  16. riccardo r

    mah.. mi sorprendo dei commenti che leggo. Mi pare ovvio quello che dice D’Alema: Renzi rompe le scatole al PD perché non vuole aspettare il suo giro, non vuole stare in fila ed elemosinare un posto concesso dai “senatori” del PD. Nelle idee dei dirigenti non doveva essere lui il candidato sindaco del PD a Firenze. Purtroppo per loro ha vinto le primarie. Cos’altro doveva fare il PD per dargli contro, rinnegare le primarie?

    Sempre più convinto che il PD non abbia idea della rovina che lo attende, nonostante il peggior governo della storia d’Italia!!

  17. Fedro

    D’Alema è antipatico ma il suo peggior difetto come politico corrisponde alla migliore qualità come uomo: è schietto e leale. Io uno come Renzi come amico non lo sopporterei.

  18. Lazarus

    Il fatto che Renzi non piaccia ai vecchi burocrati del PD è un buon segno, significa che sta lavorando bene, come in effetti possono confermare in molti a Firenze.

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