5 anni di Notizie che non lo erano

Cinque anni fa, il 30 giugno 2007, Carlo Verdelli che era allora direttore della Gazzetta – e io ne ero collaboratore dalla fondazione di queste pagine Altri Mondi – mi telefonò dopo aver letto una cosa che avevo scritto sul mio blog. Era una lista di notizie che nei giorni precedenti erano state pubblicate su giornali o raccontate nei telegiornali, e che però si erano rivelate false, o sbagliate. Le avevo messe insieme perché la loro concentrazione mi aveva colpito. E colpì anche Verdelli, che mi chiese se volevo riscrivere per i lettori della Gazzetta quella raccolta di notizie (che non lo erano), come esempio dei fragili terreni su cui si muove il rapporto tra l’informazione e i lettori. In quell’elenco c’era, mi ricordo, la storia per cui Bush era andato in Albania e mentre salutava le folle in strada, qualcuno gli aveva rubato l’orologio: notizia troppo bella per essere vera. E infatti due giorni dopo che aveva avuto spazio su tutti i media si scoprì con delle nuove riprese video che l’orologio Bush se l’era messo in tasca un istante prima, evidentemente per timore che glielo rubassero gli albanesi. Un’altra storia era quella di movimenti terroristici anticlericali che avevano mandato minacce e un proiettile a Monsignor Bagnasco, e la successiva ipotesi che la mandante fosse una brigatista in carcere. Ma si scoprì che era stato invece un ex carabiniere che sperava ne fosse incolpato un rivale in una causa pensale. E poi Ivan Basso, il ciclista, che aveva denunciato ai magistrati suoi colleghi per uso di sostanze vietate (Basso convocò una conferenza stampa per smentire). Eccetera.
La lista era ricca, e impressionò diversi lettori per quel che rivelava dell’inattendibilità di molte cose che ci aspettiamo vere quando le leggiamo sui giornali. Verdelli mi richiamò dopo averla pubblicata, il 2 luglio, e mi propose di farla settimanalmente: io gli risposi che mi sembrava difficile riuscire a trovare “notizie che non lo erano” in numero sufficiente ogni settimana. «Prova», disse lui.
Ed eccoci qua, da cinque anni, e grazie a tutti, dagli amici della Gazzetta ai lettori: compresi quelli che prendendo questa rubrica come un punto di riferimento ogni settimana mi aiutano a scriverla.

Un commento su “5 anni di Notizie che non lo erano

  1. Qfwfq71

    sempre sul tema notizie che nollo erano
    Una settimana fa Der Spiegel ha pubblicato un articolo sostenendoche un giovane architetto italiano (Antonino Cardillo) fosse riuscito a farsi pubblicare da Wallpaper nel 2009 come uno dei 30 architetti emergenti più importanti al mondo fingendo di avere realizzato opere che in realtà erano solo suoi progetti e millantando collaborazioni universitarie inesistenti; il caso è stato ripreso da La Stampa e da numerosi blogger. In reltà l’architetto non aveva mai sostenuto di avere costruito quelli che sono palesemente dei rendering e Wallpaper era ben consapevole di questo

    A tal proposito segnalo questo nostro articolo
    http://www.amatelarchitettura.com/2012/07/il-caso-cardillo-uno-dei-30-architetti-piu-importanti-del-mondo-e-larchitettura-inesistente/

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