Notizie che non lo erano

Sabato scorso il New York Times ha raccontato di una trattativa in corso tra Apple e Twitter: la prima società sarebbe stata interessata ad acquistare il social network, e sarebbe stata una notiziona, trattandosi di due delle più grandi e popolari società del mondo delle nuove tecnologie. E infatti è stata ripresa in tutto il mondo, anche in Italia. Ma già sabato sera il Wall Street Journal spiegava che la trattativa era avvenuta un anno fa ed era poi stata accantonata, senza che al momento ci siano sviluppi in corso.
Domenica qualcuno ha fatto circolare in rete la rituale – succede ogni mese, più di una volta – falsa notizia della morte di una celebrità: in questo caso Brad Pitt, che sarebbe morto in un incidente sulla neve, con le stesse modalità con cui era stato dato falsamente per morto l’attore Owen Wilson, qualche mese fa. La cosa bizzarra è che i siti di alcuni giornali italiani hanno ritenuto di scrivere degli articoli sulla falsa notizia della morte di Brad Pitt. E Corriere.it l’ha titolata: «Brad Pitt ha centrato un albero in snowboard ed è morto», aggiungendo “Bufala web” solo successivamente. Moltissimi quotidiani hanno raccontato un’improbabile notizia, mercoledì, su Nicole Minetti a Los Angeles per partecipare a un film del regista Oliver Stone su Berlusconi. Ma il film su Berlusconi di Oliver Stone è un pesce d’aprile diffuso online nel 2011 e più volte smentito, così come appariva inconsistente tutta la storia riguardo a Nicole Minetti, e i dettagli relativi.
Molti giornali, hanno dato spazio alla notizia che “il 12% dei profili su Facebook sono falsi” (così su Repubblica): ma come ha spiegato sul suo blog l’esperto di informazione e media Pier Luca Santoro, il dato a cui ci si riferiva è stato equivocato, e la percentuale esatta è del 3,9%.
Il sito del quotidiano inglese Guardian ha commentato l’insistenza dei media italiani (citando Rai, Repubblica e Corriere della Sera) sugli aspetti estetici e l’attrattiva sessuale degli atleti e delle atlete alle Olimpiadi, e ha definito la copertura italiana dell’evento uno “sbavamento”, accusandola di promuovere più le foto del beach volley che le notizie sui risultati.

 

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