Wigwam

C’è una sconosciuta canzone di Bob Dylan, che si chiama “Wigwam”. Si trattengano i fans, lo so che voi la conoscete, le sapete tutte, anche all’indietro, e anche quale marmellata stava spalmando Dylan quando le scrisse, una per una. Però nessuno dei normali conoscitori di musica sa “Wigwam”. E non c’è niente di strano: è contenuta in un disco doppio del 1970 dalla bella copertina ma assai anomalo di Dylan, “Self portrait” (affollato di cover e molto discusso tra gli appassionati), e la canzone a sua volta è molto anomala. Non ha testo, e Dylan si limita a ripetere un “tararararàrara” un po’ ebbro per tutto il tempo, accompagnato da un inconsueto arrangiamento di fiati tex-mex (fu inserito in una sessione diversa, Dylan manco li vide). Quei pochi profani che la conoscono, è perché fu usata nel film I Tenenbaum nel 2001. Però la canzone ebbe un originale percorso di successo, a suo tempo, arrivando ai primi posti delle classifiche dei singoli di molti paesi del mondo. Adesso, la versione senza i fiati è stata usata per promuovere un nuovo raccoltone di rarità e versioni alternative di Dylan. Wigwam non è male neanche così, e finite a canticchiarla tutto il giorno.

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