Notizie che non lo erano

Venerdì pomeriggio un uomo ha sparato contro molte persone nell’aeroporto di Los Angeles e per alcune ore sono arrivate notizie confuse e non è stato chiaro cosa stesse succedendo. In queste situazioni i siti di news sono divisi tra quelli che danno immediatamente qualunque notizia non confermata che circoli – e ne circolano molte, nella concitazione – e quelli che aspettano ad avere informazioni del tutto o quasi del tutto certe (spiegando se lo sono quasi o se lo sono del tutto): ma questi secondi rischiano sempre di più di perdere lettori e traffico a favore dei primi, quindi si fanno tentare sempre più spesso dal pubblicare notizie ancora incerte.
Succede con ogni crisi di questo genere: venerdì, la principale di molte notizie false diffuse troppo presto è stata quella dell’uccisione dell’attentatore, uscita su pochi siti americani e su quelli dei principali giornali italiani, tra gli altri, nei titoli di apertura. Alcuni quotidiani che hanno chiuso più presto lo hanno scritto anche sulle loro edizioni di carta di sabato. Ma l’attentatore non era morto – è stato ferito alla testa dagli agenti ed è in condizioni gravi – e la notizia non era mai stata data da nessuna fonte ufficiale.
Martedì la Stampa e il Corriere della Sera hanno dato il maggiore risalto delle loro prime pagine alla notizia per cui ai partecipanti al G20 di San Pietroburgo sarebbero state consegnate delle chiavette USB ricordo con cui in realtà le autorità russe intendevano spiare il contenuto dei computer in cui sarebbero state poi inserite. La storia – di cui non si citava la provenienza e che forniva solo un vago riferimento ai “servizi segreti tedeschi” che se ne sarebbero accorti – non è uscita su nessun altro giornale o sito del mondo (se non più tardi, citando come fonte i due quotidiani italiani senza ulteriori conferme), e non ha avuto nei giorni successivi nessuna conferma o nuovo dettaglio dagli enti o istituzioni citate: un portavoce del governo russo ha sostenuto fosse priva di fondamento, per quel che vale. Gli stessi articoli di Corriere e Stampa si erano mantenuti in realtà molto generici rispetto alla fondatezza del sospetto e al numero di chiavette coinvolte nel presunto tentativo di spionaggio e non hanno per ora dato seguito alla notizia.

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