Notizie che non lo erano

Quando è morto il grande storico francese Jacques Le Goff, martedì scorso, diversi siti di giornali hanno scritto che tra le altre cose illustri della sua carriera, aveva collaborato alla scrittura di un romanzo fantasy che aveva ispirato la serie televisiva “Il trono di spade”. La notizia era del tutto falsa, l’aveva scritta qualcuno per scherzo sulla pagina italiana di Wikipedia dedicata a Le Goff, e molti siti l’avevano ripresa da lì senza verificarne il fondamento.
Sono stati molti anche i siti che hanno raccontato una nuova indagine scientifica che avrebbe individuato per la prima volta la ragione biologica della particolare colorazione delle zebre, e delle strisce: una maggiore efficienza nel tenere lontani gli insetti. “Nuova teoria sulle strisce delle zebre: tengono lontani gli insetti”, ha titolato la Stampa (ne hanno scritto anche Corriere della Sera e agenzia Agi, tra gli altri). Ma la teoria non è per niente nuova, è stata già formulata diverse volte da molti anni, e raccontata in diversi articoli di giornale l’ultima volta ancora due anni fa, negli stessi termini.
Quando martedì un militare ha ucciso tre persone e si è poi suicidato nella base statunitense di Fort Hood, in rete è circolata di nuovo la guida che un sito di giornalismo aveva compilato tempo fa sugli errori e le notizie false più frequenti in emergenze di questo genere: tra questi c’è la notizia che “gli attentatori potrebbero essere due”. E in effetti anche questa volta alcuni siti hanno titolato su “a sparare potrebbero essere stati in due” (non era vero).