Un posto in Rai

Volevo raccontare di una lettera circolare che ho ricevuto ieri, e vedo che ne hanno scritto diffusamente sul Fatto: una “scuola di formazione” di Ancona offre un corso – “1229,51 euro + IVA” – per aiutare a superare un esame previsto per selezionare cento giornalisti Rai. Nella lettera ci sono alcuni dettagli interessanti – ed è spiegato che non ha niente a che fare con l’Ordine, o la Rai – come la sottolineatura che i partecipanti al corso saranno “una comunità motivata” a superare la prova, che il corso comunque “Le farà riscoprire le Sue potenzialità”, oltre al prezzo, naturalmente.

Libero mercato, iniziativa imprenditoriale, niente di riprovevole: salvo il possesso di un database dalle origini un po’ misteriose – ma su queste cose di privacy spesso è più lo scandalo che il problema – e il rischio che qualcuno venga ingannato a pensare che pagare 1500 euro sia una scorciatoia per entrare in Rai (non voglio pensare che possa esserlo).

La cosa accessoria che la lettera non spiega – parlando di “selezione 100 giornalisti Rai” – è che la Rai NON sta assumendo 100 giornalisti (che coi tempi che corrono, e le valutazioni sui costi del servizio pubblico e del sovradimensionamento delle sue strutture giornalistiche, suonerebbe piuttosto ardito). Il bando infatti serve alla creazione di una lista-graduatoria a cui attingere quando la Rai dovesse avere bisogno di arruolare dei giornalisti “con contratti a tempo determinato”. La graduatoria sarà creata non prima della fine del 2015 e sarà valida per tre anni.
È per questo, che gli eventuali interessati dovrebbero pagare 1500 euro, ora.

(parentesi: segnalo favorevolmente tra le prove “redazione di un “tweet” di 140 caratteri sul medesimo argomento di cui sopra (fino a 5 punti)”)

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