Il fortissimo Mauro Di Sormano

Oggi si corre il Giro di Lombardia di ciclismo, e in questa edizione il percorso comprende anche una salita assai nota ai lettori di Notizie che non lo erano – o a chi è venuto alle presentazioni del libro – per essere protagonista di questo capitolo.

Vito Taccone fu un ciclista professionista che ottenne notevoli successi negli anni Sessanta. Vinse un Giro di Lombardia e otto tappe al Giro d’Italia: era un grande «scalatore» e i cronisti sportivi lo chiamavano «il Camoscio d’Abruzzo». Era nato nel 1940, e morì a sessantasette anni il 15 ottobre 2007, mentre aspettava il processo per l’accusa di aver venduto capi d’abbigliamento contraffatti o rubati, accusa rispetto alla quale si dichiarava innocente. Ma la storia aveva avuto qualche attenzione solo sulle cronache abruzzesi, e la notizia della sua morte fu data dalle agenzie di stampa e ripresa dai siti dei giornali più importanti ricordando una carriera ormai ignota ai più. All’interno della quale, dicevano gli articoli, l’impresa più celebre di Taccone era stata quella di sconfiggere il suo più forte rivale, Mauro Di Sormano.

Nel 1961 vinse il Giro di Lombardia avendo al meglio sul fortissimo Mauro Di Sormano. [«Corriere della Sera»]

Nel 1961 vinse il Giro di Lombardia avendo al meglio sul fortissimo Mauro Di Sormano. [«la Repubblica»]

Nel 1961 vinse il Giro di Lombardia avendo la meglio su Mauro Di Sormano. [«Il Sole – 24 Ore»]

Nel 1961 vinse il Giro di Lombardia avendo al meglio sul fortissimo Mauro Di Sormano. [Kataweb.it]

Da sgamati, notate già qualcosa: tutte le testate usavano la stessa frase esatta, con l’eccezione del «Sole – 24 Ore» che aveva tolto «il fortissimo» e corretto un refuso originario che nel copia-incolla gli altri mantennero («al» al posto di «la»). Evidentemente la stessa notizia d’agenzia era stata ripresa da tutti. Oggi potete ancora trovare la citazione sul sito di «Quotidiano Nazionale», l’unico che ha mantenuto il ricordo di quell’impresa di Taccone.

Scalatore provetto nella fase più prospera dalle sua carriera, Vito Taccone era nato ad Avezzano il 6 maggio del 1940. Nel 1961 vinse il Giro di Lombardia avendo al meglio sul fortissimo Mauro Di Sormano.

Gli altri l’hanno tutti rimossa, dopo le segnalazioni tra il divertito e l’indignato di molti esperti di ciclismo che capirono subito la natura del comico errore: Taccone non aveva mai battuto Mauro Di Sormano. Nessuno ha mai battuto Mauro Di Sormano. Perché non è mai esistito un ciclista che si chiamasse Mauro Di Sormano: il vero successo di Taccone fu di vincere il Giro di Lombardia in un’edizione in cui il percorso comprendeva un tratto divenuto celebre tra gli appassionati, ma sconosciuto alle redazioni che, per una volta, avrebbero fatto bene a fidarsi ciecamente di Wikipedia:

Il Muro di Sormano entrò nel percorso del Giro di Lombardia nel 1960, quando il patron Vincenzo Torriani, volendo rendere più selettiva la corsa, decise di aggiungere questa nuova salita, breve ma dalle pendenze fortissime (2,4 chilometri con punte del 24%), dopo il tradizionale passaggio sul Ghisallo e prima dell’arrivo a Como.

 

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